testo tratto da La Nazione Umbria del 04 marzo 2019


TERNI AST RISOLVERÀ una volta per tutte la ventennale questione delle polveri di Prisciano. È quanto emerge dal progetto di recupero delle scorie (che peraltro dura dodici anni e sembra rappresentare una garanzia per il mantenimento dell’area a caldo), che l’azienda ha presentato al sindaco Leonardo Latini e all’assessore all’ambiente, Benedetta Salvati. «Un progetto ambizioso commenta Salvati che va al di là della prescrizione Aia. L’investimento supera i 60 milioni di cui 9 dedicati a ricerca e sviluppo. A Terni sarà applicata una tecnologia innovativa per il raffreddamento della scoria, che consentirà di minimizzare le polveri diffuse, di risolvere l’annoso problema delle polveri grossolane del quartiere Prisciano e di ridurre il consumo e lo smaltimento delle acque di raffreddamento.

Tra i vantaggi prospettati c’è anche l’ovvia riduzione del conferimento dei rifiuti in discarica, posto che l’obiettivo iniziale prevede il recupero del 25% delle scorie prodotte, con possibilità di aumentare significativamente detta percentuale». «In questa situazione continua l’assessore all’ambiente può essere letta positivamente anche la durata del contratto che lega la multinazionale ai finlandesi di Tapojarvi per i prossimi dodici anni, una visione di lungo periodo che potrebbe confermare la strategicità dell’area a caldo»

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