testo tratto da La Nazione del 13 giugno 2018

LA MANCANZA di discariche, di impianti per lo smaltimento dei rifiuti e il passaggio degli scarti tessili a rifiuti speciali da smaltire attraverso canali diversi da quelli previsti per i rifiuti urbani, sono tutti i tasselli di un puzzle che deve accendere la lampadina su un sottobosco di illegalità.

 

A questo vanno aggiunte la miriade di cooperative che nascono (e muoiono) nel giro di pochi mesi. A lanciare l’allarme è stato Alessandro Sottile di Confcooperative Toscana Nord, che ieri pomeriggio è stato ascoltato in Comune dalla commissione consiliare antimafia presieduta da Massimo Carlesi e nata su proposta di Aldo Milone, consigliere di Prato Libera e Sicura, che ha aperto uno spaccato tutto nuovo sul fonte delle infiltrazioni criminali in città.

«Prato è crocevia di rifiuti, qui si produce una quantità enorme di scarti tessili e con le difficoltà che si sono riscontrare negli ultimi mesi è bene tenere la guardia alta sul fronte delle cooperative che recuperano gli scarti. Sia quelli provenienti dalle lavorazioni tessili sia quelli recuperati dai cassonetti in strada che ultimamente sono tornati ad esistere», dice Sottile. Rifiuti e illegalità è un connubio non nuovo che torna da protagonista durante la commissione consiliare sulle mafie. «Il problema è che ci sono soggetti che recuperano rifiuti sul territorio e poi li rivendono senza però avere le autorizzazioni necessarie né tanto meno le carte in regola».

Così come esiste tutto un mondo legato alle cooperative che a detta di Confcooperative «è poco trasparente. Attraverso l’osservatorio provinciale sulle cooperative denunciamo casi di coop poco convincenti che nascono e in poco tempo chiudono. Abbiamo casi di quindici aziende nate nello stesso momento che nel giro di pochissimo tempo hanno chiuso i battenti», prosegue Sottile. A denunciare illeciti nelle cooperative erano stati anche i sindacati ascoltati nelle scorse settimane. In questo caso erano stati i sindacati a denunciare illeciti nel settore della logistica e del trasporto con autisti sottopagati e sfruttati a 4 euro lora. In particolare lo scopo della commissione è quello di studiare il fenomeno mafioso in città attraverso indagini conoscitive per poi presentare un documento a tutela dell’amministrazione contro il rischio d’infiltrazioni mafiose.

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