testo tratto da La Nazione del 16 aprile 2019

MISSIONE compiuta. La Regione ha accettato la proposta di Cna Toscana Centro di aprire un tavolo tecnico per trovare soluzioni al problema dello smaltimento dei rifiuti in edilizia, che rappresentano il 40% del totale di quelli speciali prodotti e che sono stati un autentico salasso per le imprese nel 2018, con costi aumentati dal 25 al 100%.

E’ positivo il bilancio della tavola rotonda organizzata dall’associazione di categoria e dal Consorzio Citep che ha messo al tavolo di discussione anche il sindaco Matteo Biffoni e gli assessori regionali Vittorio Bugli e Federica Fratoni. «E necessario lavorare sulla qualità del rifiuto, nell’ottica di una economia circolare che permetta a buona parte degli scarti prodotti di essere riutilizzati in maniera rapida e certificata, per abbattere i costi sostenuti dalle imprese hanno detto proprio Bugli e Fratoni .

Ben venga l’apertura di un tavolo con gli imprenditori e le associazioni di categoria. Lo diciamo da tempo che servono anche nuovi siti dove conferire i rifiuti e che, negli impianti toscani, servirebbe dare un criterio di precedenza e di circolarità agli scarti prodotti nella regione, senza intercettare i rifiuti altrove». AL CENTRO del dibattito anche la necessità di rendere più accessibili alle piccole e medie imprese locali gli appalti pubblici. Negli ultimi 10 anni in Toscana il numero di imprese è crollato di ben 11.453 unità, di cui 569 chiuse solo nel 2018. Negli ultimi sei anni l’edilizia regionale ha perso circa il 40,5% degli addetti (i dipendenti sono passati da 48.619 a 28.907). In provincia di Prato, nel 2008, l’edilizia artigiana contava 3.712 imprese, mentre a fine 2018 il numero era sceso a 2.838, ben 874 in meno (con 176 nuove aperture e 252 cessazioni solo nel 2018).

A fronte di questi dati, l’azione di Cna Toscana Centro ha avuto come obiettivo prioritario la modifica della legge regionale sugli appalti. «Adesso chi appalta può riservare la partecipazione alle gare per una quota fino al 50% alle imprese con sede legale e operativa in Toscana, valorizzando quindi le aziende del territorio. Inoltre è possibile favorire l’accesso alle gare d’appalto di piccole imprese e start up introducendo l’obbligo di suddividere ogni maxi-gara in lotti di dimensione adeguata commentano con soddisfazione Elena Calabria, presidente di Cna Toscana Centro, Cataldo Rizzo, presidente costruzioni Cna e Leandro Vannucci, presidente Citep .

Se si pensa che in Toscana il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40mila euro è stato pari a 9.101 nel 2017, e che fino al 2021 in bilancio regionale sono previsti investimenti per un miliardo di euro, si comprende bene quali ricadute positive potrà avere la nuova legge su tutte le imprese del territorio». L.M.

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