testo tratto da Il Tirreno del 27 luglio 2017

 

PRATO. Un tavolo di confronto con la Regione Toscana per affrontare il tema dello smaltimento degli scarti tessili, cioè di quei rifiuti deassimilati che a seguito della chiusura della discarica del Cassero di Pistoia gli operatori non riescono a smaltire costringendo le imprese ad accumularne i quantitativi nei propri magazzini.

Ieri pomeriggio l’assessore all’Ambiente del Comune di Prato Filippo Alessi, la consigliera regionale Ilaria Bugetti e i rappresentanti delle categorie economiche (Confindustria Toscana Nord, Cna Toscana Centro e Confartigianato Imprese Prato) hanno incontrato l’assessore regionale Federica Fratoni, per individuare insieme le possibili soluzioni a un fenomeno che necessita di un intervento immediato anche per dare sostegno alle imprese che lavorano nella legalità, come hanno sottolineato l’assessore Alessi e la consigliera regionale Bugetti. Con il 1° luglio infatti, con l’adozione del nuovo regime da parte dei Comuni di Montemurlo e della Val di Bisenzio, si è completata la deassimilazione in tutto il territorio della provincia. Ad oggi, gli scarti tessili da smaltire sono oltre 40mila tonnellate l’anno e la chiusura della discarica del Cassero ha creato notevoli difficoltà per le imprese autorizzate al ritiro e smaltimento, con pesanti conseguenze sulle imprese.

A seguito dell’incontro, la Regione si è impegnata, attraverso una mappatura, a individuare, nell’ambito del territorio regionale, tutti gli impianti adeguati alla raccolta in discarica o allo smaltimento dei rifiuti speciali nei termovalorizzatori. «Se da un lato gli scarti tessili possono essere in gran parte riciclabili e non nocivi – è stato detto – dall’altro lato l’accumulo di grandi quantità all’interno dei magazzini diventa un fattore di rischio per la sicurezza ambientale, soprattutto per le elevate temperature di questa estate».

E’ dunque fondamentale che le aziende possano contare su un servizio puntuale di ritiro e che gli operatori autorizzati a ritirare gli scarti possano avere spazi in cui conferire il materiale raccolto. «E’ necessario che venga trovata una soluzione di ampio respiro che dia risposte sul breve e sul medio termine – ha ffermato Alessi – Le imprese che lavorano nel pieno rispetto delle regole hanno la necessità di avere un servizio puntuale, sostenendo con costi adeguati lo smaltimento degli scarti tessili. La deassimilazione è un’operazione doverosa, ma deve essere gestita bene.

Per questo l’intervento della Regione Toscana è fondamentale, così da poter creare le condizioni per non mettere in difficoltà il distretto». A fronte della mappatura fatta dalla Regione Toscana degli impianti esistenti e adeguati allo smaltimento di scarti tessili saranno necessari ulteriori approfondimenti tecnici per trovare soluzioni strutturali. La quantità totale di scarti tessili che a breve la Toscana dovrà essere in grado di smaltire sarà ben superiore, data la scadenza del 1° gennaio 2018 quando inizieranno a deassimilare i comuni della piana fiorentina con Sesto Fiorentino, e i comuni che insistono sul distretto tessile come Calenzano e Campi Bisenzi, oltre ad Agliana, Quarrata e Montale.

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