testo tratto da greenreport.it del 12 aprile 2018

 

 

Il sindaco Giuliani ha incontrato oggi rappresentanti di Jindal: «Il gruppo si è dimostrato interessato a capire le potenzialità e le attività di Rimateria, che incontreranno probabilmente nei prossimi giorni»

 

I cancelli di Rimateria sono ancora chiusi, i dipendenti a casa senza stipendio e i lavori di risanamento ambientale fermi dal sequestro operato dal Noe a Piombino lo scorso 21 marzo. Per uscire dall’impasse l’azienda ha formulato l’istanza di dissequestro dell’impianto, in modo da poter riprendere i conferimenti di rifiuti nella discarica ad oggi bloccata e con i conseguenti introiti finanziare l’opera di risanamento ambientale. Un auspicio condiviso dai sindaci di Piombino e Campiglia Marittima, da Legambiente, dai sindacati – che nelle scorse settimane hanno firmato una lettera congiunta rivolta al prefetto della Provincia di Livorno Annamaria Manzone –, oltre che dalla Regione Toscana fino al Consorzio balneari della costa est; un auspicio in attesa di risposta, nel pieno rispetto delle competenze in campo. Ma se verrà soddisfatto, dissequestrando la discarica e riprendendo il risanamento ambientale, quali saranno le conseguenze sulla salute dei cittadini finché i lavori non potranno dirsi conclusi?

La risposta di Rimateria è stata pubblicamente divulgata al Multizonale di Piombino, durante l’affollato appuntamento di due giorni fa. Nell’occasione sono stati mostrati con dovizia di dettagli i dati raccolti nel corso del monitoraggio ambientale della discarica, impiegati per produrre un’analisi di rischio sanitario sito specifica (già sottoposto alla della Regione, e in attesa di eventuali osservazioni).

«Relativamente alle emissioni di biogas – documenta l’analisi –, i risultati delle simulazioni, calcolati per tutti quei composti per cui la Banca Dati ISS-ISPELS (2015) definisce un indice di tossicità, hanno mostrato un indice di rischio accettabile, ovvero inferiore a 10-6 per le sostanze cancerogene ed 1 per quelle tossiche, in tutti i recettori selezionati. In conclusione dalla suddetta analisi di rischio risulta che, allo stato attuale di funzionamento dell’impianto, ovvero conferendo rifiuti con deroga al DOC a 3000 ppm, non vi è presenza di rischio per la salute umana». Questo naturalmente non significa assenza di disagi olfattivi, che ci sono – l’interrotto adeguamento della rete di captazione di biogas li avrebbe appunto affrontati – ma nessun rischio per la salute.

Dunque, se i conferimenti di rifiuti riprenderanno, non ci sarà rischio per la salute umana. Anche perché questo significherebbe avere una discarica autorizzata ad operare e adeguatamente controllata, capace di produrre introiti economici sufficienti a portare avanti i lavori di risanamento ambientale. Al contrario, questi lavori rimarrebbero bloccati come lo sono in questi giorni, aumentando – e non diminuendo – i disagi e i rischi per l’area.

«Senza interventi di risanamento, la discarica – hanno ricordato al proposito Cgil Livorno, coordinamento Cgil Piombino, Fp Cgil Livorno – continua ad emettere gas per la decomposizione del materiale, producendo probabilmente percolato che provoca ulteriore pericolo di inquinamento se non trattato e controllato. Il fermo degli impianti della discarica ha arrestato il processo di risanamento in atto, aumentando il disagio dei cittadini e del territorio, aggravando una situazione che, secondo quanto dichiarato dall’azienda, poteva essere sanata nei tempi previsti dal crono programma. Le risorse necessarie per risanare venivano dai ricavi dei conferimenti, fermati quelli a causa del sequestro, il problema di chi paga è l’ostacolo principale all’indispensabile processo di bonifica insieme al pericolo che, le aziende che utilizzano la discarica, siano costrette a rivolgersi altrove aumentando il traffico di mezzi pesanti con i conseguenti rischi e costi ambientali. Un intervento dei Comuni appare complicato per le difficoltà di bilancio in cui versano e, anche un intervento parziale, servirebbe a tamponare momentaneamente la situazione perché la discarica avrà bisogno, in ogni caso, di manutenzione continua. Il problema va quindi inquadrato nella sua interezza. Si deve ricercare una soluzione che affronti l’emergenza e metta in sicurezza il territorio».

L’occasione per uno slancio in avanti, anziché per il blocco totale. Ecco dunque perché i sindacati si soffermano sulle potenzialità di Rimateria, che ha nella sua mission non solo il risanamento ambientale della discarica, ma il riciclo e lo smaltimento in condizioni di sicurezza dei rifiuti giuridicamente definiti come speciali e pericolosi derivanti dai processi produttivi che caratterizzano in primis il territorio locale. «Perché non collegare questa vicenda alla trattativa della vendita della ex Lucchini ? E alle fasi di discussione che riguardano l’annosa vicenda delle bonifiche, a partire dalla “famosa” discarica LI53? Perché non coinvolgere i ministeri competenti? Bonifiche e risanamento del territorio siderurgico non si possono fermare al confine delle acciaierie», argomentano con buon senso i sindacati. Nell’attesa che, a breve termine, il risanamento possa quantomeno tornare a sbloccarsi dov’era già in opera grazie Rimateria: 70 ettari, confrontati ai 900 ettari del Sito d’interesse nazionale (Sin) di Piombino, in attesa di bonifiche da lustri. Istituito nel 1998 e perimetrato nel 2000, 18 anni dopo il Sin risulta bonificato solo al 45%.

Al proposito, nel corso dell’incontro di approfondimento operativo tenutosi oggi nella sala consiliare del Palazzo comunale di Piombino due rappresentanti del management Jindal South West, Jayanta Roy, vicepresidente associato per i progetti, e un consulente ambientale del gruppo, insieme a due rappresentanti della direzione aziendale Aferpi, Gilberto Lunardi, e Mauro Ticciati, hanno incontrato il sindaco Massimo Giuliani, la giunta comunale i tecnici del settore urbanistica e ambiente del Comune. «Un incontro molto produttivo – lo descrive il sindaco – L’impressione è che ci troviamo di fronte a interlocutori interessati e determinati». Tra i temi toccati anche quello di Rimateria: «Nel corso dell’incontro il gruppo si è dimostrato interessato a capire le potenzialità e le attività di Rimateria, che incontreranno probabilmente nei prossimi giorni», ha concluso il sindaco Massimo Giuliani.

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