testo tratto da greenreport.it del 6 marzo 2019

di Luca Aterini

Diffuso il report completo relativo al monitoraggio di gennaio. La media mobile calcolata su 90 giorni per l’H2S è di «1,98 µg/m3», ovvero circa dieci volte meno rispetto al valore guida indicato dall’Oms per il periodo

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), che ormai da agosto 2018 monitora la presenza nell’aria di idrogeno solforato – in relazione alle maleodoranze provenienti dalla discarica gestita da Rimateria a Ischia di Crociano –, ha appena pubblicato il proprio report relativo al mese di gennaio, che conferma i dati anticipati pochi giorni fa dall’azienda.

Il monitoraggio condotto dall’Arpat nel mese di gennaio ha avuto una durata di 27 giorni in cui le medie orarie valide registrate sono state 622: «Il numero di quelle in cui è stata superata la soglia di disturbo odorigeno (7 µg/m3) è 21 ovvero il 3,4% del totale, di queste il numero di quelle con venti che provenivano dalla discarica è pari a 10 ovvero 1,6% del totale e il 47,6% dei superamenti della soglia di disturbo odorigeno. Il numero di giorni interessati dal superamento della soglia di disturbo odorigeno è 11 su 27 ovvero il 40,7% del totale. Il valore massimo registrato è stato di 22,3 µg/m3 alle ore 13 del 23/01/2019, con direzione del vento da 116°. La media mobile calcolata su 90 giorni è 1,98 µg/m3», ovvero circa dieci volte meno rispetto al valore guida indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il periodo (20 µg/m3).

Si tratta di dati sensibilmente inferiori rispetto a quelli rilevati dall’Agenzia per il periodo precedente, che va dal 12 novembre al 31 dicembre 2018, quando «le medie orarie in cui è stata superata la soglia di disturbo odorigeno (7 µg/m3) sono state 111, ovvero il 12,4% del totale. Le medie orarie con superamento della soglia di disturbo con venti provenienti dalla discarica sono state 59, ovvero il 6,6% del totale dei dati orari validi e il 51,3% delle medie orarie con superamento della soglia di disturbo». In quel caso la media mobile delle concentrazioni di idrogeno solforato calcolata su 90 giorni era risultata già ampiamente inferiore al valore guida indicato da Oms, ma comunque più alta del dato relativo a gennaio: 3,00 µg/m3 contro 1,98 µg/m3.

Posto che nell’area presa in esame «l’unica sorgente nota di emissioni odorigene con H2S è la discarica», per Arpat la sorgente emissiva potrebbe essere rappresentata «dalla somma di due elementi principali: le aree residuali di discarica non ancora dotate di copertura provvisoria e aspirazione del biogas e le attività di movimentazione dei rifiuti messe in atto dal gestore». Questo spiegherebbe anche il netto calo registrato per le maleodoranze, dato che i lavori di copertura della discarica e captazione del biogas predisposti da Rimateria stanno proseguendo, nei termini dettagliati nei giorni scorsi dall’azienda stessa.

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