Nella relazione che chiude 11 mesi di lavori bipartisan sette proposte per migliorare l’economia circolare sul territorio

testo tratto da greenreport.it dell’8 Maggio 2019

di Luca Aterini

La Commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti, nata in seno al Consiglio regionale della Toscana, conclude con una buona notizia 11 mesi di lavoro serrato e verifiche sui territori, iniziate in parallelo all’inchiesta Dangerous trash deflagrata nel dicembre 2017 a Livorno attorno alle aziende Lonzi e Rari: sul territorio regionale non ci sono, ad oggi, discariche poste sotto sequestro.

Come riassumono dal Consiglio regionale «il dato di rilievo certificato dalla Commissione, ossia che ad oggi non ci sono discariche sotto sequestro, si affianca al fatto che è stato dimostrato come la Toscana sia dotata di anticorpi tali da contrastare condotte criminali anche grazie alla presenza di istituzioni di alto profilo».

Restano, ed è quello emerso ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione della relazione finale, criticità riconosciute da tutti i commissari, a partire da presidente e vicepresidente, Giacomo Giannarelli e Francesco Gazzetti. Ma il lavoro di indagine, hanno rilevato i due, è stato proficuo, approfondito e di grande importanza per la cittadinanza.

Come abbiamo documentato nel corso dei mesi sulle nostre pagine, nel corso dei lavori la Commissione ha toccato con mano alcuni dei più importanti siti regionali per la gestione dei rifiuti, rilevando ad esempio nel polo impiantistico di Scapigliato a Rosignano Marittimo «un esempio di sistema virtuoso» e «passi avanti significativi» negli impianti Rimateria a Piombino, ma più in generale nel corso di quasi un anno di lavoro commissariale è stata battuta la regione sito per sito, sono stati chiamati ed ascoltati soggetti pubblici e privati, sono stati depositati e messi agli atti materiali di analisi, relazioni, approfondimenti su gestioni societarie, flussi e fabbisogno impiantistico.

Un lavoro sintetizzato dalla Commissione in oltre 100 pagine di relazione finale (integralmente disponibile in allegato, ndr), in coda alla quale si avanzano sette proposte: una nuova governance territoriale (e dunque una riflessione sul sistema degli Ato), un nuovo Piano regionale sui rifiuti, una nuova normativa sui cosiddetti codici a specchio, nuovi criteri di assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani per superare l’attuale grado di disomogeneità territoriale, nuove norme antincendio e antintrusione, la redazione di un protocollo d’intesa con Arma dei carabinieri, Arpat e Asl, e infine un sostegno per la transizione verso l’economia circolare dei distretti produttivi attualmente esistenti in Toscana.

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