testo tratto da La Nazione del 9 febbraio 2018

 

DOPO il caos sugli scarti tessili che stanno soffocando le aziende a causa della mancanza di discariche, ora arrivano problemi anche per quelli edili. La questione ruota attorno alla mancanza di spazi per accogliere i rifiuti. Chiude la discarica del Cassero e va in tilt la filiera dello smaltimento dei rifiuti tessili. Chiude lo stabilimento del Calice e va in tilt l’edilizia.

Uffici del Consorzio Calice

«Ci è arrivata una circolare dal Consorzio Calice in cui si informava che lo stabilimento rimarrà chiuso da adesso fino a data da destinarsi spiega Stefano Crestini, presidente degli Edili di Confartigianato Imprese Prato. Questo significa che per le imprese edili del territorio non esiste su Prato nessuna possibilità di poter scaricare gli scarti da demolizione e costruzione».

In associazione stanno già arrivando numerose le telefonare di artigiani che chiedono lumi su come ovviare a questa situazione. «Ancora una volta siamo costretti a segnalare che siamo davanti a un problema strutturale, che noi denunciamo da anni dice Crestini. Una situazione in cui è sufficiente che una ditta di recupero inerti, per qualsiasi motivo, sospenda l’attività, per mettere l’intero settore in ginocchio». Quali le possibili soluzioni per l’immediato? «Non ci resta spiega Crestini che andare a rivolgerci a strutture fuori provincia, con la certezza di vedere lievitare i costi di smaltimento e inoltre col rischio di vedersi rifiutare il servizio e dover riportare indietro i nostri inerti.

Senza contare i problemi di trasporto e traffico. Oppure raccomandarci a imprese che fanno il recupero in conto proprio». Una situazione precaria che si ripete ormai da anni. «A oggi non è ancora indicato un terreno con questo tipo di destinazione e nonostante le continue segnalazioni, siamo di nuovo davanti a questo problema che si ripresenta in modo improvviso ed urgente».

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