testo tratto da Arpat del 06 giugno 2018

Esiti della prima campagna del monitoraggio ambientale per lo studio del livello di fondo di fibre di amianto in aria nel Comune di Piombino (LI).

 

In relazione alla problematica amianto, Piombino rappresenta senza dubbio un’area da seguire con la dovuta attenzione. L’area industriale è interessata dalla presenza di manufatti contenenti amianto, con particolare riferimento ai vecchi impianti siderurgici. In vista della fase di demolizione degli impianti dismessi e anche prima della messa in marcia del polo di demolizione navi, ARPAT ha ritenuto utile acquisire un quadro conoscitivo sull’eventuale presenza di fibre di amianto in aria, mediante una specifica attività di monitoraggio annuale da svolgersi in campagne stagionali.

La prima campagna è stata condotta nei primi mesi del 2018, durante i quali ARPAT ha effettuato campionamenti in quattro punti del territorio comunale di Piombino per monitorare la presenza di fibre di amianto in aria: in località Cotone, al Parco 8 marzo, presso il parcheggio pubblico di Via Pisa, presso la sede del Quartiere di Salivoli.

Il monitoraggio nelle quattro diverse postazioni, ripetuto in 4 giornate distinte, ha rilevato la presenza di alcune fibre di amianto, con livelli di concentrazione pari a 0,1 – 0,2 ff/l (fibre per litro di aria prelevata), presso le postazioni del Parco 8 marzo, di Via Pisa e anche a Salivoli, che era stata considerata inizialmente il punto di bianco di riferimento. Nello specifico, nel corso delle 4 giornate, sono stati fatti un totale di 15 campioni, di cui 4 sono risultati positivi alla presenza di fibre e 11 negativi.

I livelli di concentrazione di fibre di amianto in aria outdoor rilevati possono essere confrontati con il valore di 1 f/l, tratto dalla pubblicazione Air Quality Guidelines for Europe (WHO, 2000, 2nd edition), dove però tale valore non viene proposto come livello di riferimento in modo esplicito, in quanto l’OMS stessa sottolinea che – trattandosi di un cancerogeno – non è possibile stabilire una soglia di sicurezza. Il valore di 1 f/l è indicato invece esplicitamente come riferimento per l’esposizione della popolazione nelle Linee guida generali da adottare durante le attività di bonifica da amianto nei siti da bonificare di interesse nazionale (INAIL 2010).

Riguardo alla possibile provenienza delle fibre di amianto, allo stato attuale non è possibile formulare ipotesi.

Una valutazione dell’insieme dei risultati potrà essere meglio effettuata al termine del lavoro, che proseguirà nei mesi di maggio e giugno, con la sessione primaverile del monitoraggio.

Testo a cura di Maddalena Bavazzano con la collaborazione di Giancarlo Sbrilli

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