testo tratto da Il Tirreno del 11 aprile 2018

di Cristiano Lozito

PIOMBINO. Sala piena al Multizonale per la presentazione dell’analisi di rischio sanitario-ambientale della discarica di Rimateria, a Ischia di Crociano, sotto sequestro preventivo dal 21 marzo.C’erano i lavoratori, cittadini del quartiere, qualche politico.

 

Tutti in attesa di dati che «sono già in possesso della Regione – ha spiegato Luca Chiti, direttore di Rimateria – che deve valutarli e su cui attendiamo un giudizio ed eventuali osservazioni».Si tratta di dati relativi, tra l’altro, al monitoraggio delle emissioni diffuse dalla discarica, alla caratterizzazione chimica e olfattometrica delle emissioni di biogas, al controllo della qualità dell’aria.Dati relativi a maggio 2017 (i rilievi vengono effettuati due volte all’anno) ma con riferimenti anche al semestre successivo. Sono 257 i punti di analisi (il doppio di quanti ne prevede la legge), con due centraline interne e due esterne.

Se i dati delle polveri Pm10 sono stati definiti da Ilaria Minardi, della West Systems di Pontedera, società che effettua i controlli, «in percentuali irrilevanti», rispetto al biogas la conclusione è che «il flusso specifico è nella media di 88 discariche nazionali», e che i risultati delle simulazioni, «calcolati per tutti i composti per i quali la banca dati Iss-Ispels definisce un indice di tossicità, hanno mostrato un indice accettabile sia per le sostanze cancerogene che per quelle tossiche, in tutti i recettori selezionati».Così in conclusione secondo Minardi «risulta che allo stato attuale il funzionamento dell’impianto, ovvero conferendo rifiuti in deroga, non c’è presenza di rischio per la salute umana».

Dal punto di vista delle maleodoranze invece Minardi ha presentato dati che dimostrano come il fenomeno a novembre 2017 fosse praticamente dimezzato rispetto al rilevamento di sei mesi prima.Tutto a posto, quindi? No certo, anche per Rimateria, col presidente Valerio Caramassi che a margine ha ribadito la sua tesi, cioè quella per cui in sostanza «si è scambiato la soluzione per il problema. Stavamo lavorando per eliminare le maleodoranze, ed eravamo quasi alla fine del percorso. Se la magistratura deciderà di farci ripartire in poco tempo risolveremo la situazione».

Altro elemento affrontato dall’ingegner Minardi è stato quello del percolato, per il rischio di inquinamento della falda. «Ci sono dei superamenti dei valori – ha detto – ad esempio per manganese, piombo, alluminio, boro, ma non c’è un rischio sanitario».Inoltre per Minardi «va tenuto conto del contesto ambientale in cui è insediato l’impianto, a ridosso del Sin (Sito di interesse nazionale), con numerosi impianti industriali che nel tempo hanno influenzato e tuttora incidono negativamente sulla qualità delle matrici ambientali dell’area». Al termine dell’incontro i partecipanti – tante domande, ovvie polemiche ma in un clima civile – si sono di fatto dati appuntamento per una sorta di secondo tempo, domani alle 17,30 sempre al Multizonale, per l’assemblea organizzata dal consiglio di quartiere Fiorentina Populonia, così intitolata: “Vicenda discarica: per il lavoro e per la salute di tutti”.Tutto ciò mentre si resta in attesa del pronunciamento della magistratura sulla richiesta di dissequestro della discarica, avanzata dai legali di Rimateria.

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