testo tratto da La Nazione del 19 aprile 2018

LA RIPARTENZA della discarica era stata invocata anche da Cna e Confesercenti, perché il sequestro, e lo stop ai conferimenti, stava creando molti problemi di smaltimento per le imprese locali. Cna e Confesercenti, poche ore prima del dissequestro, facevano appello agli organi competenti affinchè «il centro di smaltimento torni a funzionare il prima possibile».

 

 

LE DUE associazioni avevano accolto l’invito ad un incontro richiesto dai lavoratori, «in cui sono emersi da un lato le preoccupazioni degli stessi per il loro futuro, dall’altro i timori per la filiera dello smaltimento dei rifiuti speciali. La presenza di un impianto a norma che tratta, recupera, ricicla e smaltisce in condizioni di sicurezza, rappresenta un tassello importante dell’economia locale. Lo stop all’attività di Rimateria, conseguente al sequestro della discarica, determina anche ricadute in negativo sul tessuto delle piccole e medie imprese della Val di Cornia».

Da qui l’appello che Cna e Confesercenti lanciavano per una soluzione che tutelasse gli interessi della città nel suo complesso, «senza penalizzare le piccole e medie imprese che attualmente sono l’unico motore produttivo della zona».

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