testo tratto da greenreport.it del 4 aprile 2018

di Luca Aterini

Si aprirà martedì 17 aprile alle ore 9 il Consiglio comunale straordinario su Rimateria, richiesto dalle forze politiche e aperto al gruppo dirigente dell’azienda, alle organizzazioni sindacali e di categoria, all’associazionismo ambientalista e alle forze politiche

A darne notizia è direttamente il Comune di Piombino, che sin da domani (giovedì 5 aprile) metterà al centro dei propri programmi l’appuntamento, ennesima occasione di confronto aperto col territorio: il presidente del Consiglio Angelo Trotta ha infatti convocato la conferenza dei capigruppo per decidere le modalità di svolgimento della seduta, la quale prevede anche interventi delle Rsu di Rimateria, di Legambiente e di alcuni rappresentanti dei cittadini di Colmata, quartiere che sorge vicino all’impianto industriale e dunque maggiormente investito dalla maleodoranze provenienti dalla discarica ex Asiu.

Da quando l’impianto è stato posto sotto sequestro lo scorso 21 marzo dal Noe la situazione non è però migliorata, anzi. Il contrario: come ricordato più volte anche su queste pagine, ormai da tempo Rimateria era già al lavoro per sanare i deficit impiantistici accumulatisi nel corso degli anni, compresa la rete captazione del biogas responsabile delle maleodoranze, ma il sequestro ha naturalmente bloccato ogni operazione di risanamento. E al contempo la cinquantina di lavoratori Rimateria è rimasta senza lavoro e senza ammortizzatori sociali, con l’unico appiglio (temporaneo) delle ferie forzate.

L’istanza di dissequestro è già stata avanzata dai legali dell’azienda, e dall’attesa risposta dipenderanno i processi di risanamento ambientale dell’area quanto il destino delle 50 famiglie di lavoratori coinvolte. Gli scenari possibili sono tre: dissequestro totale con ripresa dei conferimenti di rifiuti in discarica, necessari all’azienda per continuare finanziare con risorse proprie le operazioni di risanamento; dissequestro parziale, senza conferimenti; mancato dissequestro.

Nel secondo caso andrebbero trovate le risorse per mantenere in vita l’azienda e portare avanti i lavori alla rete di captazione biogas, in attesa che possano riprendere i conferimenti dei rifiuti, una cifra stimata in circa 3 milioni di euro che potrebbe eventualmente arrivare – in uno scenario al momento solo ipotetico – dalla Regione Toscana o dai Comuni della Val di Cornia soci di Rimateria. Ma senza queste risorse e/o senza dissequestro, almeno parziale, l’azienda rischia concretamente di saltare e con lei il percorso di risanamento ambientale dell’area iniziato dal 2015.

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