testo tratto da Arpat del 29 dicembre 2016

 

L’ultimo report della Commisione Europea focalizza l’attenzione sulle potenzialità e il funzionamento del mercato dei green bond.

 

 

Un bond verde si differenzia da un bond “normale” per la sua etichetta che significa l’impegno ad utilizzare i fondi raccolti per finanziare o ri-finanziare esclusivamente progetti, beni o attività commerciali “verdi”.
Lo studio è uscito a breve distanza dalla presentazione del pacchetto di misure della Commissione Europea “Energia pulita per tutti gli europei”, secondo il quale dal 2021 sarà necessario un supplemento di 177 miliardi di euro all’anno per raggiungere gli obiettivi individuati per il 2030 su clima ed energia per i quali questi nuovi meccanismi di finanziamento e di investimento potrebbero giocare un ruolo essenziale.

 

A tale proposito il Commissario per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, Karmenu Vella, ha dichiarato: “L’UE si è ben posizionata per consentire alle aziende e agli enti pubblici di essere fra gli apripista nel mercato obbligazionario verde in espansione. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per eliminare le strozzature esistenti in modo da aiutare gli investimenti necessari per andare verso un’economia circolare e adempiere ai nostri impegni energetici e climatici”.
Nel 2012 sono stati emessi a livello globale 2,6 miliardi di dollari di obbligazioni verdi, a fine 2015 l’emissione totale era arrivata a 41,8 miliardi di dollari fino a raggiungere i 74,3 miliardi di dollari di fine novembre 2016. In Europa, Francia e Regno Unito sono i maggiori emittenti di green bond.
Alla luce dell’impegno globale di passare a un’economia a basse emissioni di carbonio, è probabile che il mercato obbligazionario verde continui a crescere e diventi una fonte addizionale di finanziamento a lungo termine, affiancandosi al credito bancario e al finanziamento azionario.
Ad oggi, le obbligazioni verdi finanziano soprattutto progetti su energie rinnovabili (45,8% dell’emissione globale nel 2015), sull’efficienza energetica (19,6%), sui trasporti a basso tenore di carbonio (13,4%), sull’acqua (9,3%), sui rifiuti e sull’inquinamento (5,6% ).

 

 

Lo studio riporta, in allegato, anche la situazione in dettaglio dell’Italia dove nel 2010 SunPower ha emesso il primo project bond per finanziare impianti fotovoltaici.
Il report, infine, getta anche uno sguardo al mondo della normazione, infatti molti stakeholders sottolineano l’importanza dell’emanazione di standard che garantiscano che i proventi da obbligazioni verdi vengano utilizzati per progetti veramente green con obiettivi ambientali chiari e misurabili; a questo proposito nella relazione si auspica la nascita di uno standard europeo per questo tipo di finanziamento

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