testo tratto da La Nazione del 31 luglio 2018

«CHIUDERE la discarica di cava fornace è inutile: o eliminiamo l’amianto o ce lo teniamo in casa». Il presidente di Confartigianato Sergio Chericoni rilancia la sua sfida a istituzioni e comitati sul futuro di cava Fornace: «Sediamoci a un tavolo e troviamo una soluzione condivisa, che tuteli l’ambiente e consenta di eliminare l’eternit dal territorio».

 

Cava Fornace

 

Due le ipotesi portate a istituzioni e città. «Possiamo decidere di chiudere Cava Fornace e lasciare che l’eternit resti sui tetti di case e fabbriche, in attesa che si sfaldi liberando le sue fibre mortali. Oppure possiamo decidere di tutelare la nostra salute». Come? Per Chericoni in questo caso è importante mettere insieme le istituzioni, «monitorare i conferimenti in discarica per consegnare ai nostri figli un territorio pulito».

Un aut aut che non prevede mezze misure, con l’appello alle parti in causa (istituzioni, società di gestione del sito di stoccaggio e i cittadini) a trovare un punto in comune. «Non esistono alternative allo stoccaggio in discarica di rifiuti contenenti amianto. Un procedimento che, se fatto con tutti i crismi, dà garanzie quasi assolute di sicurezza». L’amianto è più sicuro una volta «rimosso, confezionato e sotterrato che non all’aria aperta, esposto agli agenti atmosferici, dove si deteriora e diventa letale. E senza discariche per amianto allora i rifiuti ce li teniamo nei giardini, sui tetti e nelle pareti. O abbandonati in strada».

E, aggiunge Chericoni, alternative a Cava Fornace (che fino a novembre non potrà ricevere altro eternit) non ce ne sono: «In tutta Italia ci sono solo 4 discariche autorizzate: averne una vicina, autorizzata e controllata da Arpat, può garantire massima sicurezza e possibilità di conferire a costi inferiori. Quindi un altro vantaggio per i cittadini che vogliono debellare questo materiale cancerogeno dalle loro case. Altrimenti bisogna andare lontano e a costi lievitati». Da qui la richiesta di «affrontare insieme una strategia unitaria che tuteli l’ambiente, che consenta di eliminare l’amianto e trattarlo come rifiuto pericoloso, in un a discarica sicura che può benissimo essere Cava Fornace».

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