testo tratto da Il Tirreno del 22 maggio 2019


Cristiano Lozito

PIOMBINO. Domani in Comune il presidente Enrico Rossi, il sindaco Massimo Giuliani e l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, firmeranno il nuovo Accordo di programma di valenza regionale, collegato a quello del 2018 all’epoca del passaggio dello stabilimento da Cevital a Jsw, e preliminare a una variante urbanistica necessaria a concedere l’autorizzazione per un investimento da 30 milioni.

Strumento urbanistico approntato a tempo di record dagli uffici comunali e regionali e che ovviamente per essere adottato avrà bisogno del voto del prossimo consiglio comunale che verrà eletto alle amministrative di domenica. L’investimento è finalizzato alla realizzazione di un nuovo capannone adiacente al tpp, dedicato alla tempra delle rotaie, che secondo l’azienda ampliando la gamma della produzione aprirà nuovi spazi di mercato. La richiesta di Jsw (l’investimento viene anticipato rispetto alla cosiddetta fase due del piano industriale) è arrivata quando approssimandosi le elezioni ormai mancavano i tempi tecnici necesari per prepararla e portarla al voto.

Sajjan Jindal, patron delle acciaierie piombinesi, per dare il via libera all’investimento chiedeva garanzie alle istituzioni rispetto all’assenza di ostacoli dal punto di vista urbanistico. Col Comune impedito a prendere decisioni, nonostante il parere favorevole espresso dalla giunta e con giudizi sostanzialmente positivi da parte delle opposizioni (ovviamente con vari distinguo), è stato deciso di affidare la soluzione alla Regione con un nuovo Accordo di programma.

Molte le riunioni nell’ultimo mese e mezzo e molto lavoro svolto dagli uffici comunali e regionali per realizzare questo strumento che di fatto consente all’azienda di guadagnare mesi di tempo e a Jindal di avere i segnali che cercava sull’attenzione delle amministrazioni pubbliche rispetto ai suoi piani di investimento.

Il mese e mezzo di lavoro intercorso dai primi colloqui ha permesso quindi di costruire un Accordo di programma in cui anche la società indiana prende degli impegni, ribadendo in particolare – secondo fonti qualificate – quello sulla realizzazione del forno elettrico, ma anche sul conferimento dei rifiuti prodotti in Rimateria e sulla restituzione di alcune aree demaniali non più produttive. Tre dunque sono in punti fondamentali inseriti nell’Accordo di programma che verrà firmato domani: la realizzazione di un polo dell’economia circolare a servizio della filiera siderurgica, la creazione di un tavolo tecnico sulle aree demaniali che faciliti l’interazione col Demanio e finalizzato al recupero di aree non più necessarie all’industria, da dedicare a nuove attività, infine la formazione di un gruppo di coordinamento tra enti locali, azienda e sindacati per le demolizioni e gli smantellamenti con l’impegno a favorire per quanto possibile l’utilizzo di imprese locali e di lavoratori Aferpi in cassa integrazione.

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