Il tema rifiuti sarà uno dei primi e forse più importanti banchi di prova del nuovo governo. I fatti sono questi: le linee di programma dell’attuale compagine governativa sono abbastanza generiche, mentre l’emergenza rifiuti è destinata solo ad aggravarsi.

testo tratto da Il Sole 24 Ore dell’8 settembre 2019

Non aver deciso di far diventare il ministero dell’ambiente un dicastero di peso, di prima fascia (dotandolo di portafoglio, attribuendogli competenze in materia di energia ed incentivi), è un errore. Se l’anima profonda di questo governo è la sfida dello sviluppo sostenibile, delle politiche ambientali come strategia economica, della green economy e dell’economia circolare, occorreva un altra scelta, più incisiva. Peccato.

Il problema si sposta adesso al giorno per giorno e ad i potenziali conflitti fra Pd e M5Stelle nell’affrontare le singole scelte: modernizzare il Paese (come dice il premier Conte) vuol dire avere una politica industriale nel settore dei rifiuti urbani e speciali: avere in dotazione impianti (anche, ma non solo termovalorizzatori), introdurre tasse verdi, semplificare e autorizzare in modo più rapido, fare i decreti end of waste. Tutte cose che espongono il governo a potenziali conflitti locali, e che mettono in discussione un tipico mantra identitario del Movimento 5 Stelle: rifiuti zero, no a tutti gli impianti (anche ai digestori anaerobici!).

Ma il nostro Paese ha bisogno urgente di scelte ed i vari dossier in materia di rifiuti arriveranno presto sui tavoli ministeriali. Vediamoli.

Vanno fatti impianti, rapidamente. Devono decidere le regioni, i comuni, ma il Governo ha un ruolo centrale se non altro per non bocciare i progetti, come ha fatto in Sicilia, e dovrà esercitare i poteri sostitutivi in caso di inerzia locale.

Occorre un piano, una strategia, che un governo avveduto collegherebbe al prossimo recepimento delle nuove direttive europee sull’economia circolare. Un occasione storica ma che ad oggi sembra ancora lontana. Servono digestori anaerobici per 3/4 milioni di tonnellate (una trentina di impianti), servono piattaforme di riciclaggio per imballaggi, RAEE, ingombranti, serve che si realizzino almeno gli impianti di termovalorizzazione pianificati, specie nel Centro e nel Mezzogiorno, non bastano i pochi impianti esistenti.

Share This