testo tratto da Il Tirreno del 21 febbraio 2018

 

PRATO La Cna (Firenze Metropolitana e Toscana Centro) esprimono forte preoccupazione per la scarsità, in Toscana, di impianti di smaltimento rifiuti in grado di accogliere, prima di tutto, gli scarti tessili prodotti dalle imprese del comparto moda di Prato, Pistoia, Firenze e dell’area empolese.

 

Difficoltà soffocanti a cui si sono aggiunti, recentemente, i problemi legati allo smaltimento dei rifiuti delle imprese edili, i cosiddetti inerti, con la chiusura dell’impianto del Calice.«Da un lato – si legge in una nota della Cna – le amministrazioni obbligano le aziende al rispetto dei nuovi regolamenti che impongono lo smaltimento degli scarti tramite aziende speciali, con notevole aggravio di costi.

Dall’altro lato si chiudono impianti come il Cassero ed il Calice, deputati a smaltire questa tipologia di rifiuti e non si individuano siti alternativi per il conferimento». «Il risultato è che i rifiuti si accumulano ovunque, sia nei magazzini delle aziende sia nei depositi delle aziende speciali, generando danni per l’intero sistema economico della nostra area» commentano Elena Calabria e Giacomo Cioni, presidenti, rispettivamente di Cna Toscana Centro e di Cna Firenze.

«Questa assurdità – aggiungono – è paradossale considerando che esiste un unico soggetto deputato allo smaltimento di questi rifiuti, Alia, e che non esiste ancora un regolamento unico e valido per un’area che si estende da Prato a Pistoia, Firenze ed Empoli e dove operano migliaia di imprese che rappresentano il 60% del Pil dell’intera Toscana».«Per una soluzione ottimale del problema – affermano Cioni e Calabria – è ormai improcrastinabile la costruzione degli impianti di termovalorizzazione già programmati».

Il riferimento va diretto all’impianto di Case Passerini, «da troppo tempo fermo al palo, mentre è sempre più necessario invertire le percentuali dei rifiuti toscani che finiscono nei termovalorizzatori e di quelli che vanno in discarica, come succede, ad esempio, nella vicina e virtuosa Emilia Romagna».

Share This