testo tratto La Repubblica del 04 agosto 2018

Da una parte il mercato, che non assorbe tutti i prodotti derivati dalla raccolta differenziata. Dall’altro impianti vicini alla saturazione. Una situazione che spinge Legacoop a lanciare un allarme sui rifiuti: « È un combinato disposto che rischia, se non affrontato per tempo e con modalità adeguate, di trasformarsi in un problema serio per la nostra Regione».

Ad avvertire le istituzioni è il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti, concludendo ieri un incontro organizzato dall’associazione con le aziende che si occupano della raccolta e del trattamento dei rifiuti. Secondo Mazzotti «il mercato rischia di non recepire più i prodotti della differenziata, a cominciare da plastica e carta, con paesi come la Cina che hanno fortemente ridimensionato l’importazione ». «Mentre gli impianti di trattamento – avverte – così come le discariche e gli inceneritori, sono a rischio saturazione » . Un tema che Legacoop cercherà di portare all’attenzione della Regione, dell’Anci, dei Comuni e del tavolo dell’imprenditoria regionale, chiedendo un incontro quanto prima.

La situazione è « certamente straordinaria per l’Emilia- Romagna », spiega Legacoop, che riconosce la capacità storica dell’Emilia- Romagna di pianificare e organizzare in modo efficiente la raccolta dei rifiuti. Ma secondo i cooperatori il problema attuale «va certamente ricondotto a varie cause, tra cui rilevanti sono il ritardo negli iter autorizzativi degli impianti di discarica – spiega l’associazione – così come un incremento della produzione dei rifiuti urbani e speciali, conseguenti alla ripresa economica e dei consumi, in controtendenza rispetto alle previsioni del piano regionale di gestione dei rifiuti » .

I rappresentanti delle aziende hanno invece sottolineato i vari problemi affrontati oggi dalle cooperative, così come le incertezze normative e burocratiche che contribuiscono a complicare ulteriormente il quadro. « Come cooperative e consorzi – continua Mazzotti – abbiamo contribuito a sviluppare una rete di impianti che porta al riciclo il 90% del materiale raccolto, nell’ambito di una buona politica di industrializzazione del ciclo dei rifiuti speciali, a conferma che la sostenibilità ambientale è il nostro obiettivo. Un lavoro – avverte – che rischia di essere compromesso » . Per questo Legacoop vuole portare la questione all’attenzione di tutte le istituzioni coinvolte. «È prevista la creazione di un Osservatorio per monitorare l’evoluzione della situazione, raccogliendo anche l’adesione di Confservizi, Utilitalia e coloro che intenderanno lavorare su questo versante», conclude Legacoop.

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