testo tratto da Il Tirreno del 9 marzo 2019


la replica.
Respinge le accuse il presidente di Rea Impianti Alessandro Giari, rispondendo al deputato della Lega Manfredi Potenti. Che ha parlato di “100 fusti con rifiuti nocivi smaltiti nella discarica di Scapigliato”.

«Potenti precisa poi che questi presunti fusti “potrebbero” essere stati smaltiti nella discarica di Scapigliato e/o Piombino, e si sottolinea che non vi è da parte sua alcuna volontà di creare allarmismi. Condividerà con me che questa notizia di per sé non può che creare grandi allarmismi nell’opinione pubblica, e per motivi opposti nella nostra azienda. Lei si ricorderà che mesi orsono, non appena ricevuta la notizia della sua nomina a segretario della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti dei rifiuti, le ho fatto pervenire la nota che nel maggio del 2018 ho inviato alla Commissione e a tutti i soggetti istituzionali del territorio, con la quale abbiamo formalmente “protestato” e contestato alcune dichiarazioni riportate nella relazione finale di detta Commissione, perché palesemente infondate, basate su pure illazioni e non corrispondenti alla realtà dei fatti.

Gliele ricordo: la Commissione, constatando il fatto che si era prodotto un incendio nel corso del 2017, peraltro di lieve entità, nel capannone destinato allo stoccaggio dei rifiuti in fase di controllo analitico a Scapigliato, ha affermato il “fatto può apparire sintomatico della volontà del gestore dell’impianto di sottrarsi ai controlli” (sic!). Purtroppo la Commissione si è dimenticata di annotare che nel periodo 2016-2017, l’azienda ha incrementato il livello dei controlli sui rifiuti in ingresso di oltre il 600%. Proprio per questo, contestualmente invitavo Lei, ed eventualmente tramite Lei, i membri della nuova Commissione a venire a fare un’ispezione a Scapigliato su qualsiasi elemento ritenesse utile, per ripristinare la verità dei fatti e perché noi siamo certi di rappresentare un presidio di legalità e trasparenza, e siamo interessati a che questa condizione sia “certificata”.

Purtroppo il nostro invito non ha avuto seguito. Tuttavia lo rinnoviamo con convinzione. Nel merito dei fusti, anche se mi pare di capire si tratti di presunte attività illecite relative alla vicenda Lonzi, e non puntualmente accertate risalenti a 3-4 anni orsono, al sottoscritto e alla nostra azienda risulta con certezza, da testimonianze e dichiarazioni degli addetti, che mai qua siano entrati fusti di qualsiasi genere. Noi non siamo a conoscenza degli atti istruttori della Commissione.«Tuttavia, poiché come giustamente fa presente, noi potremmo essere solo “parte offesa” e avremmo l’assoluto interesse a tutelare prima di tutto i nostri lavoratori, ma anche l’onorabilità dell’azienda e di chi l’amministra, siamo i primi ad essere interessati ad accertare la verità e l’eventuale presenza di possibili atti criminosi, potendo così produrre ulteriori azioni di denuncia alle autorità giudiziarie e/o attraverso la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento processuale futuro. Pertanto, se Lei è a conoscenza di elementi utili a garantire ulteriore autotutela nostra, la preghiamo di informarci».

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