testo tratto da Il Tirreno del 21 aprile 2018

di Alessandro De Gregorio

PIOMBINO. Le formalità sono state sbrigate e da lunedì potrà ripartire l’attività di Rimateria. Ieri mattina i carabinieri del Noe di Grosseto sono andati alla discarica di Ischia di Crociano, dove hanno eseguito nuovi sopralluoghi per poi concordare con i tecnici e con il presidente Valerio Caramassi il nuovo cronoprogramma dei lavori, così come disposto dal gip Marco Sacquegna nell’ordinanza di dissequestro.

 

Impianto di smaltimento RIMateria riaperto.

Il giudice aveva fissato il termine di 15 giorni «ma è stato semplice aggiornare il programma – dice Caramassi – che avevamo già presentato a tutti, a cominciare dalla Regione, prima che ci chiudessero la discarica. I tempi ora sono slittati di un paio di mesi, come ho già detto in questi giorni: per completare i pozzi del biogas e il loro collettamento, insomma per risolvere il problema delle maleodoranze, non potremo più rispettare la scadenza di fine giugno ma andremo a fine agosto.

E così pure per la fine dei lavori in generale, cioè per la copertura della discarica e la regimazione delle acque piovane: anziché a fine anno andremo a febbraio 2019. Purtroppo si prospetta un’estate difficile, con il caldo e il boom dei turisti. Avevamo fatto il possibile per evitarlo, non è colpa nostra quel che è successo. Ma non è il momento di far polemiche, ora è il momento di lavorare».Ieri non è stato possibile lavorare né contattare le ditte, si è dovuto attendere che terminasse il sopralluogo dei carabinieri. Oggi è sabato, domani domenica e quindi se ne riparla da lunedì. Intanto però le formalità sono superate e si può ripartire da dove tutto si era bloccato il 21 marzo. Anche il sindaco Massimo Giuliani ieri ha fatto visita ai lavoratori, a Ischia, ripetendo questo concetto.Come poi previsto dallo stesso pm Massimo Mannucci, l’avvocato dell’azienda Pier Matteo Lucibello ha deciso di rinunciare al ricorso al tribunale del Riesame.

Avendo ottenuto il totale dissequestro degli impianti non c’è più motivo per ricorrere, per cui è stata annullata l’udienza già fissata per il 3 maggio.Tutto finito? Macché. Nel pomeriggio ha cominciato a circolare una voce che tutto fosse inutile perché, così scriveva la rivista online “Stile libero” riaccendendo le discussioni sui social, la Regione aveva bloccato il conferimento di rifiuti con una diffida firmata proprio ieri dal dirigente del settore Ambiente ed energia.Non era così e bastava una telefonata per avere una spiegazione. L’atto in base al quale si era costruito l’articolo era stato preparato dal dirigente qualche giorno prima del dissequestro (17 aprile) e consisteva nell’adeguamento della diffida di novembre, della stessa Regione, al provvedimento di sequestro dell’autorità giudiziaria.

Procedura vuole che gli atti dei dirigenti seguano un percorso burocratico-telematico e così l’atto è stato pubblicato ieri nella banca dati. In Regione contavano di pubblicare il nuovo atto lunedì ma, scoppiato il “caso”, in serata da Firenze si è corsi ai ripari diffondendo una nota stampa: «L’amministrazione regionale – si legge nella nota – venuta a conoscenza del provvedimento di dissequestro disposto dall’autorità giudiziaria in concomitanza al provvedimento amministrativo di competenza regionale, ha provveduto a rettificare quest’ultimo rendendolo assolutamente congruente con il provvedimento dell’autorità giudiziaria. Il decreto di rettifica deve tuttavia essere inserito in procedura a seguito della pubblicazione del primo.

I due atti invece verranno notificati contemporaneamente all’azienda Rimateria. Il decreto di cui si parla nell’articolo non è pertanto efficace e non viene disposto alcun blocco ai conferimenti che potranno riprendere così come indicato dall’atto di dissequestro. L’assessore Fratoni, nel dirsi dispiaciuta per tale anticipazione parziale e non rispondente alla realtà dei fatti, ha ricordato che l’azione della Regione è stata di totale adesione all’attività dell’autorità giudiziaria e della polizia giudiziaria con le quali la Regione ha costantemente collaborato».

Share This