testo tratto da Il Tirreno del 29 maggio 2018

PIOMBINO. La necessità di un nuovo Accordo di programma che accompagni il piano industriale di Jindal è al centro del lavoro delle istituzioni.Ieri di questo si è discusso al ministero dello Sviluppo economico, a Roma, in una riunione alla quale hanno partecipato il sindaco Massimo Giuliani e, per la Regione Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Enrico Rossi.

 

Cumuli di rifiuti speciali a Piombino

 

Presenti inoltre rappresentanti dei diversi enti coinvolti, ministero dell’Ambiente, Demanio, Invitalia, Autorità portuale, Provincia di Livorno.Sono molti i temi in discussione, tra cui quelli legati allo smantellamento degli impianti inutilizzati, e le rispettive responsabilità sulle bonifiche tra pubblico e privato. Temi da approfondire alla luce delle linee di indirizzo presentate da Jsw.Se infatti il passaggio delle azioni da Cevital e Jindal è stato formalizzato dall’intesa firmata il 17 maggio dai rappresentanti dei due gruppi, per l’efficacia giuridica dell’accordo sono necessari altri passaggi, tra cui appunto la sottoscrizione di un nuovo Accordo di programma e l’assenso del Mise al Piano del Gruppo indiano, che al momento non viene considerato un problema nonostante la situazione politica.

«E’ necessario capire quali adeguamenti dovremo fare al 252bis (il precedente Accordo di programma, ndr), rispetto alla proposta industriale presentata dal nuovo proprietario delle acciaierie – ha detto il sindaco Giuliani al termine dell’incontro – Quello di oggi è stato un primo tavolo tecnico, la partenza di un percorso che andrà avanti parallelamente alla procedura di acquisizione e che necessita comunque della presentazione di un piano industriale più dettagliato per entrare maggiormente nel merito».

«Prendo atto che tutte le istituzioni e i dicasteri presenti – ha concluso Giuliani – non si fermano in questa opera complessa di analisi e di rielaborazione di percorsi estremamente delicati, che mettono insieme aspetti e competenze diverse e interdipendenti».Il lavoro avviato ieri continuerà giovedì prossimo con una nuova convocazione sempre al Mise durante la quale saranno presenti anche l’azienda e i sindacati. Prima della chiusura dell’accordo serve l’approvazione dei bilanci di Aferpi e un accordo con i sindacati che l’azienda giudica indispensabile, in relazione a quanto sta accadendo all’Ilva di Taranto. Accordo che però secondo i sindacati non può essere preliminare al chiarimento del ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali.

«Siamo in una fase decisiva – dice il consigliere regionale Gianni Anselmi, presidente della commissione sviluppo, che segue da vicino la questione con Rossi e Giuliani – e il territorio deve essere protagonista. Ci sono molti temi sul tappeto e questo è il momento in cui affrontarli: mi riferisco ad esempio al riuso dell’acqua utilizzata dallo stabilimento, ai cumuli di rifiuti industriali da rimuovere, al rapporto della nuova proprietà con Rimateria, fondamentale nell’ottica della futura ripresa produttiva. Ma penso anche – conclude Anselmi – all’uso che si deciderà di fare di aree importanti che con gli smantellamenti verranno liberate dagli impianti siderurgici»

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