testo tratto da Il Tirreno del 22 settembre 2018

 

Cristiano Lozito

PIOMBINO Gli antidiscarica scendono in piazza stamani alle 10 in piazza Cappelletti, per protestare «contro l’ampliamento della discarica di Ischia di Crociano e contro la cessione ai privati della maggioranza delle quote di Rimateria». Gli organizzatori del Comitato salute pubblica non hanno precisato altri particolari, ma è prevedibile che i manifestanti arrivino in corteo fino al Municipio.

 

La manifestazione arriva due giorni dopo il dissequestro della discarica disposto dal gip Marco Sacquegna, in un clima reso più acceso dal fatto che lunedì verrà formalizzata la cessione del primo 30 per cento della società a Unirecuperi e dalla presentazione dei due quesiti referendari, contro l’ampliamento della discarica e appunto contro la cessione ai privati della maggioranza della società.

Da parte sua il sindaco Massimo Giuliani spiega come «a conferma della bontà delle azioni svolte finora è giunto il dissequestro dell’impianto da parte dell’autorità giudiziaria. Pertanto, a oggi, risulta una situazione impiantistica a norma con le prescrizioni autorizzative e le norme ambientali».

Sulle questioni del referendum il sindaco ricorda «che il consiglio comunale ha espresso contrarietà poiché l’assemblea ha ritenuto che l’impianto di Rimateria debba stare dentro a un percorso di risanamento ambientale e di reindustrializzazione del territorio».Rispetto all’argomento centrale della discussione, cioè l’importazione di rifiuti speciali non pericolosi da fuori, Giuliani sostiene «che noi siamo i primi a voler fare tutto il possibile perché ciò non accada, ma la condizione indispensabile è che i flussi di rifiuti dal processo siderurgico arrivino a Rimateria, sia quelli già presenti nella discarica abusiva di trentasei ettari, sia quelli originati dal processo produttivo.

Per far questo allora è assolutamente indispensabile che per la discarica di trentasei ettari si trovino le risorse per la rimozione delle oltre 1.800.000 tonnellate di cumuli presenti, e che la nuova proprietà siderurgica si esprima chiaramente impegnandosi alla ripresa dell’attività di produzione e a conferire tali rifiuti in Rimateria».Sulla prima questione la novità è rappresentata dalla richiesta di Giuliani al Governo, «affinché i 50 milioni per le bonifiche presenti nell’Accordo di programma siano utilizzati per la rimozione di questi cumuli».

Sulla seconda, il sindaco fa invece riferimento «a quanto previsto dall’Accordo di programma, inserito su nostra forte sollecitazione, affinché Jindal si impegni in maniera decisa ed in modo formale, alla ripresa della produzione, a utilizzare gli impianti di Rimateria. Queste due azioni eviterebbero l’arrivo di rifiuti da fuori e risolverebbero definitivamente le necessità di bonifica del territorio, mantenendo l’occupazione di Rimateria e raggiungendo l’obiettivo per il quale è nata».Sul tema il presidente Fausto Azzi non ha difficoltà a confermare «che l’azienda ritiene fondamentale avere la possibilità di usare un impianto di prossimità per il trattamento degli scarti industriali. Del resto è quanto è già scritto nell’Accordo di programma».

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