testo tratto da greenreport.it del 15 Luglio 2019

di Luca Aterini

Continuare a parlare di “nuova discarica” come anche di “raddoppio della discarica” appare fuorviante: nell’area ce ne sono già 4, di cui una abusiva. Si tratta di farsi carico del problema o meno

Cinque giorni dopo l’incontro tra il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e i rappresentanti dei soci privati di Rimateria, Navarra spa e Unirecuperi srl, il primo cittadino ha dato oggi chiarimenti sull’esito dell’appuntamento in apertura del Consiglio comunale odierno, su richiesta dei capigruppo di Movimento 5 Stelle, Rifondazione comunista e Con Anna per Piombino.

Finora era noto soltanto come l’incontro del 10 luglio fosse «scaturito dall’esigenza dell’amministrazione di avviare un percorso di conoscenza approfondita della situazione economica e finanziaria della società Rimateria (di cui peraltro il Comune di Piombino è da sempre il socio pubblico più rilevante, ndr) attraverso l’acquisizione di informazioni dettagliate».

Oggi il sindaco Ferrari ha spiegato che si è trattato di un primo incontro nell’ambito di un percorso di ascolto che l’amministrazione comunale sta portando avanti in questa fase, anche per poter fare sintesi.

«L’incontro è servito a far presente ai soci privati che l’amministrazione comunale è assolutamente contraria al raddoppio dei volumi di discarica – ha affermato Ferrari – ed è servito anche per chiedere tutta quella documentazione relativa alla società che gentilmente i soci privati hanno già fornito in parte e che è attualmente allo studio (documentazione fiscale e legale fino a oggi mai visionata dal sindaco). Abbiamo solo preso tempo per valutare questa documentazione in attesa di un nuovo confronto».

Al proposito è utile fare il punto su quanto di pubblico dominio, ormai dall’avvio del progetto industriale Rimateria risalente a quattro anni fa: continuare a parlare di “nuova discarica” come anche di “raddoppio della discarica” appare fuorviante, perché l’area interessata dal progetto di risanamento, messa in sicurezza e riqualificazione ambientale al quale sta lavorando Rimateria, è grande circa 58 ettari e comprende già oggi quattro discariche: una è quella nota come discarica Asiu che viene gestita attualmente da Rimateria; la seconda è la vecchia discarica ex Lucchini, esaurita; la terza è la cosiddetta discarica ex Lucchini, ancora con volumetrie autorizzate residue; infine, una quarta, denominata LI53, abusiva, sulla cui area il ministero dell’Ambiente ha ordinato la messa in sicurezza.

All’interno del progetto industriale Rimateria non è dunque prevista la realizzazione di nessun incremento dei siti di discarica, ma anzi prende in carico quelle già esistenti e le regolamenta sottoponendole a una gestione controllata; in quest’ottica, la scelta non è quella tra “raddoppiare” la discarica o meno, ma tra bonificare e sostituire una discarica incontrollata con una regolamentata – e riqualificare l’area – oppure se lasciare tutto così com’è ora, con circa 180mila metri cubi (poco meno di 300mila tonnellate) di rifiuti stoccati in modo incontrollato (scorie di acciaieria e polverino d’altoforno) nella LI53. Nel mentre, quel che è certo è che intanto l’attività di Rimateria è ferma: come riportato oggi sulla stampa locale i volumi disponibili nella discarica sono saturati, e i lavoratori sono in ferie forzate in attesa l’iter per l’autorizzazione ambientale in via di completamento negli uffici della Regione Toscana sia terminato; quell’iter dove l’amministrazione comunale di Piombino intende schierarsi contro.

Per quanto riguarda invece la nomina del futuro presidente di Rimateria, dopo che Claudia Carnesecchi ha comunicato ormai da oltre un mese che lascerà il ruolo non oltre il 31 luglio, il sindaco Ferrari ha ribadito che l’amministrazione comunale sta lavorando a una proposta adeguata ma che la nomina del presidente, almeno inizialmente, potrà essere rifiutata dai soci privati: «Con la vendita della maggioranza delle azioni ai privati, si tocca con mano come la governance sia per tante sfaccettature in mano al privato», ha concluso Ferrari. Anche in questo caso può essere utile precisare chi comanda in Rimateria: ormai da molti mesi l’azienda ha chiarito che, per statuto, qualsiasi percentuale di quote detengano i soci di parte pubblica, spetta a questi ultimi la parola definitiva in materia di indirizzi strategici.

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