«Non è nella nostra disponibilità, ma pronti a intervenire appena avremo le autorizzazioni regionali». Si tratta dell’impianto utilizzato in passato dalle acciaierie per smaltirvi i residui delle lavorazioni

testo tratto da greenreport.it del 4 Aprile 2019

Con atto dirigenziale 4783 (disponibile integralmente in allegato, ndr) la direzione Ambiente ed energia della Regione Toscana ha inviato una diffida a Rimateria per «inosservanza delle prescrizioni di cui all’Autorizzazione integrata ambientale […] rilasciata a Lucchini spa dalla Provincia di Livorno». Oggetto della diffida è infatti la discarica ex Lucchini, con la quale la Regione ordina a Rimateria di «provvedere a eliminare le inosservanze riscontrate da Arpat e Capitaneria di porto – Guardia costiera, Nucleo operativo di polizia ambientale di Livorno» entro quindici giorni dalla data di ricevimento dell’atto, ovvero a partire da oggi; la corretta gestione e smaltimento del percolato e la riattivazione di tutte le attività di controllo e monitoraggio della discarica ex Lucchini sono i principali interventi individuati come necessari dalla Regione.

La tutela delle matrici ambientali è infatti prioritaria, ma il problema sta in quale sia il soggetto con la possibilità effettiva di intervenire: Rimateria non ha infatti tardato a rispondere, spiegando che quella discarica non è formalmente in carico all’azienda «perché la volturazione dell’Aia (l’autorizzazione ambientale integrata cui si fa riferimento) non è mai stata conclusa».

Per fare chiarezza sulla vicenda è opportuno ricordare che nell’area di Ischia di Crociano non insiste una sola discarica, ma quattro: una è quella nota come discarica Asiu che viene gestita da Rimateria; la seconda è la vecchia discarica ex Lucchini, esaurita; la terza è la cosiddetta discarica ex Lucchini, ancora con volumetrie autorizzate residue; infine, una quarta, denominata LI53, abusiva, sulla cui area il ministero dell’Ambiente ha ordinato la messa in sicurezza.

Nel caso della diffida regionale «l’area di cui si parla – spiega Rimateria – è l’ex discarica utilizzata in passato dalle acciaierie Lucchini per smaltirvi i residui delle lavorazioni e si trova in quello stato da circa dieci anni. La necessità di provvedere alla chiusura della discarica è prevista nel progetto presentato a suo tempo (nel 2018) da Rimateria ma che non è potuto partire per le note vicende amministrative. In attesa delle necessarie procedure autorizzative regionali, l’Aia non è ancora intestata a Rimateria e quindi non si è concluso il passaggio di competenze». E d’altra parte l’accordo del 16 giugno 2015 tra Lucchini in amministrazione straordinaria e Asiu spa prevede che si procederà ai lavori in discarica “nel momento in cui saranno disponibili le nuove volumetrie che deriveranno dai progetti di ampliamento della discarica da parte di Asiu e/o nuove iniziative che potranno aprirsi con il cambiamento di proprietà dei Lucchini e la nuova operatività dello stabilimento di Piombino”.

In conclusione, dunque, Rimateria – che nel rispondere alla diffida regionale ha prodotto (qui) un dettagliato riepilogo della vicenda dal 2015 a oggi – conferma ad oggi il suo interesse al subentro nella titolarità dell’Aia e ricorda che è in corso di definizione la garanzia fidejussoria richiesta. In sostanza dall’azienda ricordano che la discarica oggetto di diffida non è al momento in loro disponibilità, ma da Rimateria si dicono «pronti a intervenire appena avremo le autorizzazioni regionali».

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