testo tratto da La Nazione del maggio 2019


DALLE strade, autostrade, ferrovie e aeroporti, fino agli impianti di smaltimento dei rifiuti. Sono le infrastrutture il cavallo di battaglia di Confindustria Toscana Nord, ripetuto all’assemblea che si è svolta giovedì a Prato.

Quanto al capitolo rifiuti, sempre più attuale dopo il rincaro delle bollette, prima ancora di toccare il nodo cruciale degli impianti di smaltimento, il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi si è soffermato sulle opportunità, «esistenti sul piano tecnico ma difficilmente concretizzabili sul piano normativo, di ridurre il volume dei rifiuti (250milatonnellate nellarea Confindustria Toscana Nord solo fra cartario, lapideo e tessile, cui si aggiunge un milione di tonnellate di scarti dell’edilizia) favorendo il riutilizzo.

Pur essendo per noi fondamentale la politica del riciclo, si deve tuttavia avere l’onestà intellettuale di ammettere che non tutti gli scarti possono essere riciclati o recuperati a livello di materia. I rifiuti si generano inevitabilmente, per quanto virtuoso possa essere il ciclo produttivo», ha ricordato Grossi, sottolineando la mancanza di impianti di smaltimento finale, in particolare di impianti per il recupero di energia. Per i progetti privati in corso di autorizzazione l’associazione degli industriali auspica un buon esito, chiedendo alla Regione di trovare il modo di superare la contrarietà degli enti locali. Rivolgendosi direttamente agli assessori regionali presenti, il presidente Grossi ha detto: «Facciamoli insieme alcuni impianti di smaltimento dei rifiuti. Facciamoli insieme noi privati e voi istituzioni pubbliche toscane».

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