testo tratto da La Nazione del I° febbraio 2018

MENTRE la Regione e il Comune di Prato litigano su come smaltire gli scarti tessili, senza che al momento si prospettino soluzioni rapide, Pistoia «ascolta» preoccupata perché rischia di diventare sempre di più una discarica delle aziende del Macrolotto pratese.

 

Sono già diverse, infatti, le operazioni di controllo del territorio che hanno portato ad intercettare corrieri intenti a scaricare qui i rifiuti tessili. Adesso la situazione si è fatta più complicata, perché in questi giorni si sta consumando una frattura fra la Regione e il Comune di Prato, frattura che può determinare una stallo dal quale Pistoia ha tutto da perdere. Se nessuno fa nulla, i rifiuti illegali continueranno ad arrivare. Il problema è la cosiddetta deassimilazione degli scarti tessili, ovvero il fatto che quel tipo di rifiuto deve ora essere trattato come quelli speciali, con costi altissimi per le aziende. Questo nuovo procedimento ha portato due problemi: chi non vuole pagare smaltisce dove capita illegalmente, chi vuole stare nelle regole non sa dove conferire i rifiuti, o almeno non sa dove farlo senza pagare costi astronomici.

A complicare il problema cè la chiusura della discarica del Cassero che avrebbe potuto assorbire almeno una parte degli scarti tessili. LASSESSORE regionale allambiente, Federica Fratoni, ha invitato le amministrazioni di Prato e provincia a congelare il sistema della deassimilazione, almeno fino a quando non verrà trovata una soluzione, ma il Comune di Prato ieri ha replicato duramente. «Nellimmediato servono nuovi siti di stoccaggio e in contemporanea va accelerato il processo per realizzare nuovi impianti come il termovalorizzatore di Case Passerini che avrebbe dovuto essere pronto nel 2017.

La soluzione non è certo quella di sospendere la deassilimazione», ha risposto duramente il vice sindaco Simone Faggi. «Ognuno deve fare la propria parte per risolvere la questione dei rifiuti ha aggiunto Non faremo nessun passo indietro né tantomeno saremo il capro espiatorio di una situazione che si trascina da almeno 15 anni». Parole sante. Ma valgono, soprattutto, per i pistoiesi.

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