testo tratto da Il Tirreno del 30 gennaio 2019


CARRARA. Caos rifiuti speciali a Massa Carrara: un’azienda su tre rischia di “non rispettare le leggi”.

La normativa prevede infatti che i rifiuti debbano essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno.

In soldoni due imprese su tre potrebbero superare il limite temporale per lo stoccaggio di filtri, vernici, plastiche e così via rischiando, in caso di controlli, pesantissime sanzioni penali (arresto da 3 mesi a 2 anni e multa da 2. 600 euro a 26. 000 euro). La causa? Deficit impiantistico, centri di smaltimento stracolmi ed aumento dei costi raddoppiato. «Le imprese si trovano a dover stoccare i rifiuti all’interno dei propri magazzini perché i centri di smaltimento sono colmi e non ritirano il materiale. Questo ha portato anche ad un aggravio di costi per lo smaltimento, in alcuni casi, duplicati. – spiega Paolo Bedini, presidente Cna – Ci sono aziende che, non certo per loro volontà, hanno superato l’anno.

È evidente che serve una riorganizzazione del sistema di smaltimento a livello nazionale perché non possiamo pensare di mandare i rifiuti all’estero o in Cina a costi folli. Il nostro sistema produttivo diventa così ancora più fragile e sempre meno competitivo alla lunga. Servono impianti e servono nel nostro paese». Secondo Cna le imprese, ed i comparti produttivi comprensoriali, hanno bisogno di impianti industriali in grado di gestire e smaltire la mole di rifiuti speciali. «Tutti hanno paura a parlare di termovalorizzatori e di impianti di smaltimento ma la tecnologia oggi ci consente di limitare le emissioni inquinanti e recuperando energia dalla combustione di rifiuti. È una strada che non possiamo continuare a non considerare» .

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