tratto da:Il Tirreno,  27/04/2016
di Guido Fiorini
PIOMBINO Finalmente si saprà di chi è la responsabilità dell’accumulo di inquinanti nell’enorme discarica, su area demaniale, chiamata “Li53”. La Regione Toscana, infatti, lo scorso 21 aprile con un decreto a firma del dirigente Andrea Rafanelli, della direzione Ambiente ed energia, settore Bonifiche, autorizzazioni rifiuti ed energetiche, ha avviato il procedimento per “l’individuazione del soggetto responsabile della contaminazione del sito Li53”. Un sito sul quale, come in tutta l’area industriale (vedi articolo a lato, ndr) c’è veramente di tutto. Una bomba ecologica che il ministero impone di bonificare ormai da tempo. Il problema è che, al momento, non si sa bene con quali soldi e quindi l’individuazione delle responsabilità potrebbe essere un passo avanti in questo senso. Del resto lo stesso Accordo di programma dell’aprile 2014 prevedeva che nell’ambito dell’ “Intervento di riqualificazione ambientale e produttiva del sito produttivo di Piombino” il Ministero si avvalesse proprio della Regione per identificare il responsabile dell’inquinamento. Nel decreto del dirigente si legge: «Le principali fonti di contaminazione riscontrate sono riconducibili alle attività siderurgiche svolte negli anni sul sito ed in particolare alle attività di cokeria ed ai cosiddetti imbonimenti derivanti dal riempimento di alcune zone del sito con scarti della lavorazione siderurgica, cui si aggiunge la riscontrata presenza di cumuli di materie prime e stoccaggio dei prodotti di scarto derivanti dall’attività siderurgica, per i quali non è stato adottato alcun accorgimento finalizzato alla protezione del suolo, sottosuolo e delle acque sotterranee». Queste attività sono riconducibili alle varie società che, nel tempo, si sono succedute e hanno concorso all’inquinamento di suolo e falda: quindi Ilva, Irifinsider, Italsider e Acciaierie e Ferriere di Piombino spa a partecipazione Ilva, tutte società che per effetto dei consecutivi passaggi societari sono confluite in Fintecna spa che ha incorporato Iri e Ilva. La comunicazione di avvio del procedimento è stata quindi notificata alla stessa Fintecna, alla Lucchini Spa in Amministrazione straordinaria , agli attuali proprietari dei siti, quindi Aferpi, Piombino Logistics e Agenzia del Demanio e, infine, ai vari soggetti interessati: ministero dell’Ambiente, ministero dello Sviluppo economico, ministero dell’Economia, Comune di Piombino, Autorità portuale e Arpat, agenzia che ha effettuato i rilievi su tutto il sito. L’impressione è che alla fine a pagare la bonifica sarà lo Stato…

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