testo tratto da La Nazione del 27 marzo 2019


FIRENZE
L’AMIANTO è stato bandito in italia nel 1992 con la legge 257 ma a distanza di 25 anni resta una emergenza. Prima di tutto perché continua a portarsi via tante vite umane. Poi perché ci sono ancora tonnellate di amianto da bonificare e quindi smaltire in sicurezza.

«Molti manufatti in cemento di tipo compatto (come ad esempio tetti, tubature) mostrano con chiarezza sottolinea l’Arpat il loro stato di obsolescenza con rotture, crolli e sfaldamenti che rappresentano un rischio concreto di fuoriuscita di fibre di amianto».
IL PIANO REGIONALE.
Proprio in questi giorni la giunta regionale ha dato il via libera alle integrazioni delle linee guida sull’amianto partorite a metà 2018 dalla Regione con l’assessore all’ambiente Federica Fratoni e alla sanità Stefania Saccardi. Si tratta di integrazioni sulle procedure da seguire per smaltire l’amianto dalle utenze domestiche, con la fornitura di un kit con mascherina, tuta, guanti, sovrascarpe (quando, per fare un esempio, quando vengono fatti dei lavori edili). Fatto questo passo la giunta e i tecnici potranno lavorare per mettere a punto il piano regionale di tutela dell’amianto, come prevede la legge. Dovrebbe essere completato entro la fine della legislatura, ossia entro un anno. Una parte del cammino è stata già fatta.
I TETTI A RISCHIO.
La Regione, con il Lamma e l’Arpat, ha messo a punto la mappatura dei tetti sono 2 milioni e 712mila in toscana, per una superficie di 27mila ettari concentrandosi su quelli di almeno 400 metri quadrati, tipici dei capannoni industriali, che occupano 8469 ettari, il 31% del totale. I tecnici sono andati a indagare la presenza di coperture a onduline, un tipo di manufatto costituito di frequente da cemento e amianto. Alla fine dell’indagine sono stati stimati 1545 ettari di ondulina. La provincia che ha il maggior numero di ettari di ondulina è Firenze (373 ettari, il 24%), seguita da Arezzo (13%), Pisa (13%) e Siena (10%). Quella con la minore superficie a ondulina risulta Massa (4%).
LO SMALTIMENTO.
Va avanti da anni ma questa stima sullondulina indica che molta strada resta ancora da fare. Dal 1995 ad oggi sono state smaltite in Toscana 368mila tonnellate di materiale contenente amianto (di cui 20mila di materiale friabile). Dal 2000 in media ogni anno 15-20mila tonnellate smaltite, con picchi di 26mila e quasi 28mila nel 2011 e 2012. Nel piano regionale rifiuti redatto nel 1999 risultava che sul territorio toscano erano presenti almeno 2 milioni di tonnellate di amianto, di cui il 75% cemento-amianto e il 25% friabile. Nel 2006 l’Arpat rilevò 1145 siti contenenti amianto.
30MILA CASI.
E stato stimato che sono circa 30mila i lavoratori toscani esposti all’amianto dagli anni 60 in poi. Dall’aprile 2017 la regione toscana ha attivato un programma di sorveglianza sanitaria, gratuita, rivolto agli ex esposti allamianto che dovrebbe coinvolgere 5600 persone.
I MALATI.
Le stime non forniscono risultati univoci. Dal rapporto del centro operativo regionale sui mesioteliomi risulta che fino al 2015 erano stati registrati 1847 casi di meliotelioma maligno tra i residenti in Toscana, la grande maggioranza uomini, l87% dei quali alla pleura. Tra i 65 e i 74 anni si concentra il 43,5% dei casi, tra 75 e 84 anni il 30,4%, tra 55 e 64 anni il 10%, il 13% oltre glin 85 anni, mentre fino a 54 anni il 2,8%. Sono migliaia le cause di lavoro in corso per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto come causa di morte.
LE DISCARICHE.
Quelle autorizzate ad accogliere rifiuti contenenti amianto in Toscana sono quattro ma ne è rimasta soltanto una attiva, a Cascina. A Montignoso, Serravalle Pistoiese (Cassero) e Pomarance (Bulera) non possono essere effettuati conferimenti. Nonostante ciò dalla Regione in maniera informale si fa sapere che non c’è una situazione di emergenza. Forse perché si fanno meno bonifiche proprio a causa della mancanza di siti di smaltimento adeguati?
LA SCUOLA.
A fine 2017 su 2656 edifici scolastici toscani 271 avevano effettuato una analisi sulla presenza di amianto al proprio interno. Di questi 182 non ne avevano rilevato la presenza.

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