testo tratto da greenreport.it del 20 dicembre 2018

«Abbiamo rispettato il mandato che il Consiglio comunale ci ha dato, la decisione su questa vendita è quindi rimandata al 2019».

Massimo Giuliani sindaco di Piombino

Il sindaco di Piombino Massimo Giuliani (nella foto, ndr) riassume così le decisioni emerse nel corso dell’assemblea Asiu convocata per stamattina, durante la quale è emersa «l’impossibilità di procedere con la vendita del secondo 30% di azioni alla società Navarra, per rispettare la volontà del Consiglio comunale del 29 novembre scorso, durante il quale – dichiarano dal Comune di Piombino – fu approvato un ordine del giorno che prevedeva di sospendere la procedura di vendita per almeno 60 giorni».

Nel frattempo Rimateria, su proposta del sindaco di Piombino, ha avviato una fase di approfondimento sulle questioni indicate anche dal recente Consiglio comunale piombinese, per «valutare le procedure di assegnazione e di liquidazione di Asiu». L’obiettivo è quello di esplorare ancora le «possibilità di evitare il completamento della privatizzazione e allo stesso tempo di assicurare solidità a Rimateria, che ha bisogno di contrarre mutui per perseguire il proprio piano industriale».

È utile ricordare al proposito che il capitale sociale di Rimateria, azienda attiva nell’economia circolare della Val di Cornia, originariamente – come noto – nasce in mano per l’87,75% di Asiu (società pubblica oggi in liquidazione) e per il 12,25% di Lucchini spa in Amministrazione straordinaria. Come da piano industriale, elaborato su indirizzo dei soci e quindi dei Comuni, nel corso degli ultimi anni è stata decisa la cessione congiunta del 60% delle quote Rimateria in due lotti del 30% cadauno, da vendersi singolarmente e a soggetti diversi, mantenendo comunque il controllo pubblico dell’azienda. Il primo lotto è stato venduto a Unirecuperi a fronte di un importante investimento, pari a circa 2,7 milioni di euro, secondo un modus operandi che ha permesso sia di ottenere capitali freschi per l’implementazione del piano industriale, sia di acquisire know how utile al trattamento, riciclo e smaltimento dei rifiuti secondo logica di sostenibilità. Lo stesso si prevedeva di fare attraverso la vendita di un altro 30% delle quote a Navarra, prima dello stop di oggi.

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