testo tratto da La Nazione del 10ottobre  2018

«LA NUOVA discarica esiste già da anni, ma oggi è incontrollata». Così la società Rimateria, spiega il progetto che sta attuando e che dovrà portare avanti.

 

Progetto alla base delle polemiche di questi mesi e della presa di posizione del Comitato salute pubblica che ha portato i cittadini in piazza e che chiede con un referendum, da oggi al vaglio della Commissione per verificare la legittimità, lo stop a nuovi conferimenti. E intanto il direttore Luca Chiti sottolinea ancora come l’area dei rifiuti non sarà ampliata ma messa in sicurezza. L’area interessata dal progetto di risanamento, messa in sicurezza e riqualificazione ambientale al quale sta lavorando Rimateria, è grande circa 58 ettari.

Comprende quattro discariche. Una è quella nota come discarica Asiu che viene gestita attualmente da Rimateria; la seconda è la vecchia discarica ex Lucchini, esaurita; la terza è la cosiddetta discarica ex Lucchini, ancora con volumetrie autorizzate residue; infine, una quarta, denominata LI53, abusiva, sulla cui area il ministero dell’ambiente ha ordinato la messa in sicurezza. «UN PROVVEDIMENTO, quest’ultimo – ricorda il presidente di Rimateria Claudia Carnesecchi – che fin dal 2014 individuava in Asiu e oggi in Rimateria il soggetto incaricato della messa in sicurezza». La LI53 contiene circa 180mila metri cubi (poco meno di 300mila tonnellate) di rifiuti stoccati in modo incontrollato (scorie di acciaieria e polverino d’altoforno). «Il progetto Rimateria non incrementa le discariche, ma le prende in carico e le regolamenta sottoponendole a una gestione controllata» evidenzia l’azienda.

«L’area con rifiuti sottolinea infine il direttore Luca Chiti – esiste già da molti anni, non viene estesa ma è messa in sicurezza, selezionando il materiale che contiene, inviandone una parte al riciclo e stoccando ciò che non può essere altrimenti trattato». NELLA DISCARICA a Ischia di Crociano sono stati completati i 58 pozzi di captazione del biogas previsti dal cronoprogramma consegnato all’autorità giudiziaria e alla Regione ed entro la fine di ottobre il biogas potrà alimentare i motori per la produzione di energia elettrica. Pertanto, non solo Rimateria diventerà autosufficiente sul fronte energetico ma sarà anche in grado di cedere una quota eccedente di elettricità alla rete pubblica.

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