testo tratto da stileliberonews.org del 19 agosto 2018

PIOMBINO 19 agosto 2018 — Dopo le 24 osservazioni presentate da 9 cittadini al progetto RiMateria, sottoposto a procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA), sono pervenuti alla Regione Toscana, in quanto richiesti, alcuni “contributi tecnici istruttori” da parte di Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT), Azienda Usl Toscana nord ovest (ASL), Comune di Piombino, Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana (IRPET), Provincia di Livorno, Regione Toscana Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile Genio Civile Valdarno Inferiore e Costa, Regione Toscana Direzione Urbanistica e politiche abitative Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio, Regione Toscana Direzione Politiche mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale Settore programmazione viabilità, Regione Toscana Direzione Ambiente ed Energia Settore Servizi Pubblici Locali, Energia e Inquinamenti, Regione Toscana Direzione Ambiente ed Energia Settore Tutela della natura e del mare, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno.

 

Sono “contributi tecnici istruttori” molto importanti che non possono certamente essere derubricati a “accuse che ad oggi continuano ad apparire come destituite da ogni fondamento” (leggi Caramassi fino a settembre senza emolumento, ndr).
Riguardano, lo ricordiamo, il “progetto da realizzarsi presso il polo industriale in loc. Ischia di Crociano, Comune di Piombino (LI), suddiviso nelle seguenti sezioni:

1) Attività di Trattamento e riciclo in loco delle scorie con impianto mobile su Area Li53 finalizzata al loro riutilizzo come MPS nell’ambito della MISP autorizzata con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Ambiente prot. n.423 del 04/10/2017;

2) Progetto definitivo della Variante 2 alle opere di chiusura della discarica Lucchini-riprofilatura con la discarica RIMateria;

3) Progetto definitivo della nuova discarica su Area Li53″.

Alcuni dei soggetti interpellati hanno espresso la loro incompetenza giuridica anche quando hanno formulato delle osservazioni o perlopiù dei suggerimenti. Lo hanno fatto l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale,

Altri hanno espresso parere favorevole, anch’essi con qualche piccola osservazione. Lo hanno fatto l’ Azienda Usl Toscana nord ovest, la Provincia di Livorno, Regione Toscana Direzione Politiche mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale Settore programmazione viabilità, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno.

L’IRPET ha rilevato che “Gli impatti occupazionali previsti dal proponente in fase di realizzazione ed esercizio appaiono leggermente sottostimati rispetto a quanto è stato stimato attraverso l’applicazione del modello input-output IRPET. Complessivamente, l’interesse del progetto sta nel suo impatto sul sistema di gestione dei rifiuti piuttosto che sulla sua capacità di attivare nuova occupazione.

Il Comune di Piombino, che ha esaminato il progetto attraverso il Nucleo di valutazione per la Via e la Vas, “ritiene necessario integrare la documentazione depositata in merito alla componente Paesaggio e beni culturali”. Vi è nel parere del Comune una curiosità che vale comunque la pena di segnalare. Il Nucleo afferma che “L’intervento di potenziamento della discarica prefigurato dal proponente risulta inoltre coerente con quanto stabilito nell’accordo di programma, in fase di sottoscrizione tra le parti pubbliche interessate e il gruppo industriale JSW Steel Italy srl, che subentrerà ad AFERPI nella titolarità del polo siderurgico di Piombino. In detto accordo le parti pubbliche si impegnano infatti a consentire l’utilizzo da parte di JSW del sito più prossimo, anche alfine di dare impulso economico al territorio, per lo stoccaggio e l’eventuale trattamento dei sottoprodotti/rifiuti derivanti dall’attività siderurgica”. A parte il fatto che un organo tecnico come il Nucleo dovrebbe far riferimento ad atti approvati e definiti formalmente (il Comune ad oggi non ha nemmeno approvato nella Giunta comunale l’accordo di programma di cui si parla), in realtà, così come Stile libero Idee della Val di Cornia ha documentato, nell’accordo a proposito di cumuli di materiale siderurgico e rifiuti c’è scritto tutto ed il contrario di tutto (Il testo ufficiale dell’accordo di programma con JSW).

Ma il rilievo maggiore delle osservazioni viene da altri soggetti pubblici che richiedono tutti integrazioni e chiarimenti sostanziali che riguardano in maniera diffusa tutti gli aspetti sanitari, ambientali, territoriali, economici posti dal progetto:

ARPAT Dipartimento di Piombino Elba – Settore Supporto Tecnico
Per quanto di competenza, alla luce dell’istruttoria svolta, la documentazione presentata non risulta tale da consentire la formulazione del parere richiesto, pertanto si richiedono le integrazioni di seguito riassunte, descritte nel dettaglio nel testo del parere:
Analisi delle alternative
1. Considerato quanto riportato nelle analisi delle alternative, si ritiene opportuna una valutazione aggiuntiva da parte del proponente rivolta a stimare i rifiuti provenienti dall’area industriale e dalle bonifiche del SIN che potrebbero essere destinati ai nuovi impianti in progetto. Oltre a questo risulterebbe opportuno anche un confronto con una stima dei rifiuti in ingresso di derivazione esterna al territorio.
Quadro di riferimento ambientale
2. Il proponente dovr. perfezionare il quadro ambientale di riferimento relativo alle acque superficiali, tenendo conto di quanto indicato al par.1.3 del presente parere relativamente allo stato di qualità del corpo idrico significativo di riferimento e a quello del fosso Cornia Vecchia, individuato come recettore dello scarico;
3. per quanto riguarda le acque sotterranee dovr. essere approfondito lo stato dei livelli acquiferi presenti, distinguendo le condizioni nel riporto da quelle della falda profonda. Inoltre, a fronte dei contaminanti rilevati, ove vi siano dei monitoraggi in corso, . opportuno sia indicato anche il trend almeno per i contaminanti pi. significativi. A tale proposito il proponente potrebbe anche utilizzare i dati del monitoraggio della discarica;
4. per quanto riguarda la qualit. dei suoli (pag 122 del SIA), il paragrafo riporta una descrizione sommaria: dovrebbe essere specificata con maggiore dettaglio la caratterizzazione chimica nelle aree interessate dall’intervento in progetto indicando anche il variare della contaminazione in base agli orizzonti stratigrafici;
5. il quadro ambientale sito specifico derivante dal monitoraggio delle emissioni in atmosfera della discarica che l’azienda ha effettuato nel 2016 e 2017 su PM10, CO2, CH4, H2S, NH3, Mercaptani e COV, viene utilizzato esclusivamente per la derivazione dei fattori emissivi da impiegare nell’applicazione del modello previsionale; non viene restituita una valutazione complessiva dello stato di qualità dell’aria che appare invece necessaria, anche alla luce della significativa produzione di emissioni odorigene attuale. Si ritengono necessari approfondimenti;
Valutazione paesaggistica 6. pur rimettendoci al parere dell’autorit. competente, in relazione alla conoscenza del territorio acquisita da questa Agenzia, si rileva l’opportunit. di integrare le informazioni fornite con una simulazione ante e post operam del profilo complessivo finale e rendering relativi a punti di vista maggiormente rappresentativi rispetto a quelli riportati dal proponente (ad esempio le nuove infrastrutture viarie in progetto per il collegamento con il porto).
Emissioni in atmosfera 7. il grafico riepilogativo in Figura 6.1 di pag 105 del documento di Analisi di Rischio mostra una emissione diffusa dai tre corpi di discarica di 670 Nm3/h contro i 176 Nm3/h attuali.In riferimento a questi dati si chiede se il dato attuale riferito alla discarica RIMATERIA sia sperimentale o anch’esso stimato al netto della captazione ottimale di biogas, ad oggi non ancora attuata completamente dal gestore; in ogni caso dovr. essere tenuta in debita considerazione la deroga attualmente vigente sul valore di DOC;
8. a completamento dell’analisi presentata, tenuto conto di quanto sopra, il proponente dovrà produrre una stima delle emissioni odorigene legate a tale quantit., che consenta di valutarne l’impatto sui recettori;
9. per quanto riguarda i recettori, si rileva che sono stati scelti quasi esclusivamente tra quelli residenziali e civili, con un solo recettore industriale: tale aspetto dovrà essere perfezionato, rivalutando la scelta dei recettori, anche con la collaborazione dell’Azienda USL.
In particolare si richiedere che questi vengano integrati secondo le seguenti indicazioni:
◦ tenere conto del progetto APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata) previsto dal Comune di Piombino;
◦ i recettori dell’area industriale sono stati accorpati in un unico solo recettore R11, molto distante dalla discarica in relazione alla sua reale estensione. Si ritiene opportuno che tale area sia caratterizzata attraverso un numero superiore di recettori, per tenere conto delle diverse direzioni di provenienza del vento e delle diverse aree di lavoro esistenti all’interno del perimetro industriale;
◦ rappresentare la località residenziale del Gagno, ubicata a quota mediamente superiore rispetto alla quota della discarica (SE dell’area di intervento);
◦ rappresentare l’area destinata ad ormeggio e rimessaggio nautico “Pontedoro” con le relative attività di servizio ad esso connesse, (SSE dell’area di intervento);
◦ rappresentare le abitazioni ubicate in Localit. Bocca di Cornia, a Nord dell’area di intervento;
◦ area attualmente occupata dalla Centrale ENEL, in fase di cessione e per la quale è prevista la trasformazione urbanistica in attività commerciale (3,3 km).
10. è necessario che vengano approfondite le valutazioni che hanno condotto il Proponente ad indicare in 25 metri di raggio la zona di influenza dei pozzi di estrazione del biogas della discarica LI53, giustificato in relazione al fatto che la discarica di progetto ha uno spessore variabile che raggiunge i 25 m solo in sommit. (pag.87 della Relazione Tecnica).
A questo proposito si ritiene opportuno tenere presente che dalla letteratura disponibile si può verificare che i punti di maggior emissione sono riscontrabili lungo le sponde perimetrali, dove lo spessore della discarica si riduce e i cedimenti del terreno di copertura provocano spesso punti di maggior permeabilità ai gas di discarica. Questo aspetto induce a ritenere che una riduzione dei raggi di influenza possa condurre ad una maggior efficacia nella captazione del biogas;
11. dovranno essere definite ad un maggior livello di dettaglio le caratteristiche e le specifiche dei materiali che il Proponente intende adottare per lo strato di copertura giornaliera, in relazione alla permeabilità e alla capacit. di trattenere le emissioni odorigene;
12. dovranno essere forniti i dettagli costruttivi e le specifiche tecniche della torcia adottata;
13. dove. essere fornita una stima, anche indicativa, del quadro emissivo dovuto al motore di cogenerazione e alla torcia previsti nel progetto;
14. dovranno essere esplicitati indicatori e frequenza dei parametri controllati attraverso il PLC del sistema di supervisione dell’impianto di trattamento del biogas;
15. in relazione alla discarica LI53, sottocategoria 7.1.A (inorganici a basso contenuto biodegradabile
— lotti n°1–3–5 e 7), il Proponente deve esplicitare i criteri d’intervento che intende adottare in relazione agli esiti dei monitoraggi effettuati sul biogas, ovvero individuare esplicitamente i parametri e le soglie di intervento che renderanno utile e necessario procedere alla raccolta del biogas di discarica, per il suo invio all’impianto di trattamento o combustione in torcia;
16. in considerazione della difficolt. a valutare in fase preventiva l’impatto olfattivo derivante dall’attività di discarica per rifiuti biodegradabili, che dipende moltissimo molto dalla corretta gestione dell’attività, si ritiene utile che il Proponente, già in fase di VIA, predisponga per la discarica LI53 alcuni dei Piani di Gestione previsti dal D.Lgs 36/2003. In particolare:
1. Piano di gestione operativa (nel quale sia contemplato, ad esempio, l’anticipo dei tempi di copertura giornaliera del fronte di discarica in lavorazione, azione che consente un apprezzabile riduzione delle emissioni odorigene diffuse) (All.2, paragrafi 1 e 2)
2. Piano di sorveglianza e controllo (All.2, paragrafi 1 e 5)
3. Piano di mantenimento dell’impianto di estrazione del biogas (All.1, par.2.5)
4. Piano d’intervento in caso di superamento dei livelli di guardia dei biogas (All.2 par.5.4)
17. dovrà essere perfezionato lo studio modellistico sugli odori, per renderlo pi. cautelativo in relazione alla fase di massima dispersione di biogas (scenario 1) e pi. realistico (scenario 2), alla luce delle considerazioni riportate nei paragrafi precedenti e nell’allegato contributo redatto dal Settore modellistica diffusionale di ARPAT;
18. il proponente afferma che la realizzazione della rete biogas sar. legata alla coltivazione, ma che la posa dei collettori ed il collegamento all’impianto di aspirazione e trattamento saranno legate al completamento del capping temporaneo e definitivo. A tale proposito si chiedono chiarimenti, ritenendo che in ogni caso la diffusione del biogas debba essere minimizzata quanto più possibile, quale impatto fortemente critico, attuando sia una idonea copertura giornaliera, sia la captazione mediante pozzi di aspirazione.
Analisi di rischio
19. in relazione agli aspetti dell’analisi di rischio trascurati dal proponente e correlati al legame tra contenuto in DOC dei rifiuti in ingresso e impatto odorigeno sui recettori, considerate le condizioni imposte dalla Tab.5 D.M. 27/09/2010 e s.m.i. al rispetto del limite di ammissibilit. in discarica del DOC e alla sua deroga in funzione della tipologia dei rifiuti conferiti, allo scopo di minimizzare per quanto possibile la produzione di emissioni odorigene, le condizioni sopra indicate dovranno essere garantite dal proponente, per cui si ritiene necessario che vengano fornite informazioni relativamente alle modalit. di gestione e di controllo che il gestore intende attuare allo scopo di assicurare quanto sopra.
20. Si chiede inoltre che venga fornita una stima del contenuto (preferibilmente valori medio e massimo) di DOC attribuibile al CER 191212 allo scopo di poter valutare il contributo alla produzione di emissioni odorigene sopra citata.
21. In riferimento ai dati di produzione di biogas di cui alla Figura 6.1 di pag 105 dell’Analisi di Rischio si chiede se il dato attuale riferito alla discarica RIMATERIA sia sperimentale o anch’esso stimato al netto della captazione ottimale di biogas, ad oggi non ancora attuata completamente dal gestore; nel caso in cui sia un dato sperimentale, dovr. essere tenuta in considerazione la deroga attualmente vigente sul valore di DOC e rivalutare i dati stimandoli al netto della stessa.
22. A completamento dell’analisi presentata, tenuto conto del dato di produzione di biogas al netto della captazione, il proponente dovrà produrre una stima delle emissioni odorigene legate a tale quantità, che consenta di valutarne l’impatto sui recettori.
Modellistica previsionale
23. si richiede di fornire adeguata documentazione fotografica dalla quale sia possibile individuare il posizionamento della stazione meteorologica di Rimateria nell’impianto e sia possibile valutare gli eventuali ostacoli presenti;
24. si chiede che le simulazioni effettuate siano ripetute con il pre-processore meteorologico CALMET inserendo opportunamente i dati relativi ad una o pi. stazioni poste sul mare (si prenda in considerazione la possibilit. di impiegare i dati misurati dalla rete mareografica6 e/o profili derivanti da modelli meteorologici);
25. si richiede che le simulazioni della dispersione relative allo scenario emissivo 2 del PM10 siano ripetute impostando un’altezza della sorgente pari a 25 m (“Base elevation: 25 mt”);
26. si richiede che venga fornito il file di controllo del modello CALPUFF, con a corredo gli eventuali file di input impiegati nelle simulazioni del PM10 e degli odori (almeno per uno degli scenari emissivi valutati);
27. si chiede che sia effettuata una valutazione delle emissioni prodotte o presumibili dovute ai motori di cogenerazione del biogas ed alla torcia;
28. si richiede di inserire come recettori ulteriori posizioni di abitazioni civili presenti a distanze inferiori a 600 m dalle aree di attivit. previste;
29. si chiede di inserire nelle stime dell’analisi di rischio cancerogeno le corrette “frequenze sottovento” considerando l’estensione delle sorgenti;
30. si richiede di riesaminare alla luce dei dati e fattori di emissione disponibili in letteratura le emissioni di odore delle varie sorgenti impiegate nelle simulazioni;
31. si richiede di riportare nel testo, per tutte le sostanze inquinanti e valutazioni modellistiche effettuate, il valore delle concentrazioni massime sul territorio (ovvero all’esterno dell’area dell’impianto in oggetto) e la sua localizzazione;
32. in relazione all’analisi di rischio da inalazione, si chiede di prendere in considerazione anche gli inquinanti PM10 e PM2.5;
33. si chiede che sia chiarito quali grandezze sono stimate e riportate nei risultati relativi all’impatto olfattivo; e che siano riprodotte le mappe sul territorio in modo da evidenziare per i vari scenari l’isolinea corrispondente al 98Åã percentile annuo delle concentrazioni di picco orarie pari a 1ou/m³, 2 ou/m³, 3 ou/m³ e 5 ou/m³. Si chiede inoltre di evidenziare l’area delimitata all’isolinea di 1 ou/m³ per la concentrazione di picco oraria massima sull’intero anno.
Progetto di MISP
34. L’uso del materiale EoW ottenuto dalla lavorazione dei rifiuti presenti sull’area LI53 come sottofondo della MISP potrebbe costituire una potenziale difformit. dal progetto approvato con DM N° 140 del 14 maggio 2014 e pertanto si suggerisce alla Regione Toscana di valutare l’opportunità che venga richiesto al MATTM un parere in merito.
Tenuto presente infatti che qualsiasi modifica ad un progetto di MISP ministeriale deve in ogni caso essere approvato dallo stesso MATTM, rimane da chiarire se questo passaggio sia effettivamente dovuto se il materiale recuperato, a tutti gli effetti EoW, presenta le caratteristiche prestazionali richieste per l’uso previsto;
35. in merito alla compatibilità del progetto con la soggiacenza della falda, si osserva altre. che nell’Allegato 7 alla Variante 2 di chiusura della discarica ex Lucchini viene indicato 1,70 m s.l.m. come max livello raggiunto dalla falda. In realtà il dato necessario per verificare la conformità alla norma è il valore minimo della soggiacenza dal piano di campagna della falda. Si ritiene pertanto che la documentazione sia perfezionata in tal senso;
Rifiuti
Si fa presente che, in riferimento a quanto riportato al par.1.2 della sezione “Esame dei progetti” del presente parere, si ritiene che il percorso per la qualifica di EoW del rifiuto trattato nel progetto in esame necessiti di ulteriori approfondimenti normativi che si rimandano alla CdS ed alla Regione Toscana.
Inoltre:
36. il sistema di separazione proposto per la sommit. che dovr. funzionare sia da copertura definitiva della discarica esistente, sia da fondo per il nuovo modulo previsto, rispecchia integralmente le indicazioni del D.Lgs.36/03 per quest’ultimo, mentre, per la copertura del corpo esistente, tralascia alcuni tra gli strati indicati dallo stesso decreto; in particolare si ritiene da giustificare l’assenza dei seguenti (cfr. punto 2.4.3 D.Lgs. 36/03):
◦ strato minerale compattato impermeabile (n.3)
◦ strato drenante (n.2)
37. nella documentazione non si fa cenno ad alcuna valutazione relativa ad un eventuale trattamento
del percolato con reimpiego del refluo in uscita, anche in riferimento a:
◦ prescrizione della DGRT 761/2016 relativa al revamping dell’impianto osmosi esistente per il quale la società ha chiesto la deroga.
◦ possibilità di notevole abbassamento costi smaltimento percolato, diminuzione mezzi in ingresso/uscita, disponibilit. di acqua industriale come mitigazione del fabbisogno idrico
Si ritiene necessario che il proponente valuti la fattibilità tecnico economica della scelta gestionale proposta.
38. le modalità di copertura giornaliera della discarica proposte dall’azienda dovranno essere implementate efficacemente anche mediante la predisposizione di una procedura operativa ad hoc.
39. si ritiene necessario che la capacità di contenimento dei serbatoi di stoccaggio del percolato debba essere confermata alla luce delle normali procedure di conduzione dell’impianto e dei principali possibili fuori servizio interni ed esterni all’attivit. (condizioni meteo, disponibilit. mezzi di trasporto).
Fabbisogno idrico
40. La documentazione dovr. essere integrata con la valutazione del fabbisogno idrico legato alle opere previste, rispetto alle fonti disponibili ed alla possibilit. di riutilizzo delle acque meteoriche dilavanti prodotte nell’area di interesse.
Acque meteoriche dilavanti contaminate
41. La documentazione dovr. essere integrata con i seguenti approfondimenti:
◦ valutazione della contaminazione delle acque meteoriche dilavanti la superficie interessata dal trattamento scorie, in quanto attivit. compresa nella Tab.5 All.5 del D.P.G.R.T. n.46/R/08 e s.m.i.:
◦ stima del fabbisogno idrico per l’abbattimento delle emissioni diffuse di polveri dovute alla lavorazione ed alla movimentazione dei materiali polverulenti;
42. in considerazione dell’articolazione del progetto e delle numerose fasi di coltivazione intermedie, si rileva la necessit. che venga individuata chiaramente per ognuna di esse la regimazione delle acque che sarà attuata e la possibilità o meno di contaminazione delle acque meteoriche di dilavamento delle varie sezioni di discarica in riferimento a queste.
Si ritiene quindi opportuno che il proponente elabori, gi. in questa fase, una proposta organica di piano di gestione delle acque meteoriche dilavanti secondo quanto previsto all’Allegato 5 Capo II del DGRT n.46/R/08 e s.m.i.
43. La vasca di decantazione, progettata per la sedimentazione delle acque dilavanti la discarica ex Lucchini di estensione 2,4 ha, andrà a raccogliere non solo le AMD provenienti da una superficie maggiore in seguito alla variante 2 di chiusura, ma anche le AMD provenienti dalla discarica nuova per la quale è prevista una estensione di 14 ha: ne dovrà pertanto essere valutata l’idoneità, sia idraulica che ai fini depurativi; in particolare:
◦ in considerazione del notevole aumento previsto della portata influente, . innanzitutto necessario che il proponente verifichi che la capacit. di invaso della vasca sia sufficiente ad evitare un’eventuale tracimazione;
◦ dal punto di vista del trattamento si osserva invece che, pur nel caso in cui il volume sia sufficiente al contenimento dell’intero volume di AMD raccolto, si potrebbe verificare una riduzione dei tempi di stazionamento, necessari ai fini della sedimentazione, tale da trasformare la vasca stessa in un mero manufatto di transito. Si richiedono pertanto approfondimenti in merito.

ARPAT Settore Modellistica previsionale Area Vasta Centro
Si evidenziano le seguenti richieste di chiarimento e integrazione:
1. si richiede di fornire adeguata documentazione fotografica dalla quale sia possibile individuare il posizionamento della stazione meteorologica di Rimateria nell’impianto e sia possibile valutare gli eventuali ostacoli presenti;
2. si chiede che le simulazioni effettuate siano ripetute con il pre-processore meteorologico CALMET inserendo opportunamente i dati relativi ad una o pi. stazioni poste sul mare (si prenda in considerazione la possibilit. di impiegare i dati misurati dalla rete mareografica8 e/o profili derivanti da modelli meteorologici);
3. si richiede che le simulazioni della dispersione relative allo scenario emissivo 2 del PM10 siano ripetute impostando un’altezza della sorgente pari a 25 m (“Base elevation: 25 mt”);
4. si richiede che venga fornito il file di controllo del modello CALPUFF, con a corredo gli eventuali file di input impiegati nelle simulazioni del PM10 e degli odori (almeno per uno degli scenari emissivi valutati);
5. si chiede che sia effettuata una valutazione delle emissioni prodotte o presumibili dovute ai motori di cogenerazione del biogas ed alla torcia;
6. si richiede di inserire come recettori ulteriori posizioni di abitazioni civili presenti a distanze inferiori a 600 m dalle aree di attivit. previste;
7. si chiede di inserire nelle stime dell’analisi di rischio cancerogeno le corrette “frequenze sottovento” considerando l’estensione delle sorgenti;
8. si richiede di riesaminare alla luce dei dati e fattori di emissione disponibili in letteratura le emissioni di odore delle varie sorgenti impiegate nelle simulazioni;
9. si richiede di riportare nel testo, per tutte le sostanze inquinanti e valutazioni modellistiche effettuate, il valore delle concentrazioni massime sul territorio (ovvero all’esterno dell’area dell’impianto in oggetto) e la sua localizzazione;
10. in relazione all’analisi di rischio da inalazione, si chiede di prendere in considerazione anche gli inquinanti PM10 e PM2.5;
11. si chiede che sia chiarito quali grandezze sono stimate e riportate nei risultati relativi all’impatto olfattivo; e che siano riprodotte le mappe sul territorio in modo da evidenziare per i vari scenari l’isolinea corrispondente al 98Åã percentile annuo delle concentrazioni di picco orarie pari a 1 ou/m³, 2 ou/m³ 3 ou/m. e 5 ou/m³. Si chiede inoltre di evidenziare l’area delimitata all’isolinea di 1 ou/m³ per la concentrazione di picco oraria massima sull’intero anno.

Regione Toscana Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile Genio Civile Valdarno Inferiore e Costa
Si è preso atto che le acque meteoriche captate dagli impianti,una volta depurate, trovano il loro recapito finale nel “Fosso Cornia Vecchia”, situato a ovest a confine con gli impianti. Tale fosso è ricompreso nel reticolo idrografico di cui alla LR 79/2012, art.22 c.1 e c.2 e). Si riscontra dunque che “la sezione di chiusura del bacino oggetto di studio è posta in corrispondenza dell’immissione delle acque scolanti dal bacino nella vasca di decantazione esistente, a gestione Lucchini/Aferpi la quale a sua volta scarica nel recettore finale Vecchio Cornia”. Inoltre si legge che le modifiche introdotte nel progetto non comporteranno aumenti di apporti idrici nel recettore finale. A tale proposito si chiede di illustrare l’assetto dei manufatti e della stessa opera di scarico al fine di verificare eventuali ripercussioni sull’assetto e sulla stabilità delle sponde e delle opere idrauliche del corpo idrico recettore.
Premesso quanto sopra indicato si ritiene necessario che venga documentato il possesso degli atti amministrativi relativi all’autorizzazione idraulica dello scarico esistente e della relativa concessione.

Regione Toscana Direzione Urbanistica e politiche abitative Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio
Nella relazione di SIA non si inquadra l’intervento in relazione alle prime due invarianti del PIT/PPR, e si imposta la verifica di impatto paesaggistica quasi esclusivamente in relazione all’aspetto visivo-percettivo.
Si ritiene inoltre che il piano di ripristino ambientale presentano, non sia sufficientemente sviluppato.
Si richiedono pertanto le seguenti integrazioni, valide per l’intervento nel suo complesso:
— un’analisi di quanto previsto in relazione alle prime due invarianti strutturali del PIT-PPR;
— un maggior dettaglio ed approfondimento del piano di ripristino ambientale che preveda lo schema di impianto delle specie vegetali con un cronoprogramma di dettaglio che indichi tempi e modi di realizzazione sia in riferimento alla variante alla discarica ex Lucchini che in riferimento alla nuova discarica L53. Dovranno altresì essere indicate le necessarie cure colturali, pianificandole per 3/5 anni, e prevedendo la sostituzione delle eventuali fallanze. Andrà anche verificata la possibilità che accanto a specie erbacee ed arbustive possano essere previste specie arboree.
Si chiede infine che vengano effettuate ulteriori foto simulazioni, anche 3D, che permettano di verificare al meglio l’impatto morfologico anche in relazione al piano di ripristino ambientale previsto, ed in relazione alle fasi intermedie dell’intervento.

Regione Toscana Direzione “Ambiente ed Energia” Settore “Servizi Pubblici Locali, Energia e Inquinamenti”
Richiesta integrazioni
Componente rifiuti:
Visto quanto indicato in dettaglio nella parte istruttoria si ritiene necessario che la ditta:
1. definisca in maniera puntuale la coerenza della realizzazione dei nuovi volumi di discarica con i vigenti strumenti di pianificazione in materia di rifiuti. In particolare si richiede al proponente di motivare con maggiore dettaglio la necessità di un così importante ampliamento delle volumetrie complessive di rifiuti speciali, l’effettivo fabbisogno nel tempo, tenuto conto del principi generali contenuti nel PRB, in primis quello di prossimità, e delle indicazioni fornite dalla Regione con DGRT n. 19 del 15.01.2018.
2. Con riferimento alla realizzazione di un nuovo modulo in sormonto tra la discarica ex Lucchini e la discarica RIMateria (ex ASIU), considerato che l’attuale autorizzazione integrata ambientale della discarica RIMateria, rispetto alla quale si prevede di dare continuità ai conferimenti nel nuovo modulo, sembra prevedere la possibilità di conferire alcuni CER della famiglia 20, al fine di conformarsi alle previsione di progetto deve essere rivisto l’elenco dei rifiuti previsti nel nuovo modulo, escludendo quelli di natura urbana presenti nella suddetta famiglia soggetti a pianificazione.
3. Con riferimento alla realizzazione di una nuova discarica per rifiuti non pericolosi nell’area denominata LI53:
• considerato che la nuova discarica è destinata ad accogliere solo rifiuti speciali, ma viene prevista la famiglia 20 tra quelle che identificano i rifiuti che saranno oggetto di autorizzazione,si richiede un chiarimento e eventualmente un dettaglio dei CER della famiglia 20 che si prevederebbe di conferire, al fine di escludere rifiuti di natura urbana soggetti a pianificazione;
• dalle autorizzazioni ministeriali relative all’intervento di messa in sicurezza permanente dell’area su cui è prevista la discarica non sembrano emergere di fatto disposizioni che consentano la realizzazione dell’intervento prima della certificazione della MISP. Su tale aspetto occorre la presentazione di un approfondimento da parte di RIMateria, tenuto conto che l’inserimento di un area tra quelle da bonificare costituisce ai sensi dell’allegato 4 al PRB criterio escludente per la realizzazione di nuovi impianti.
Componente qualità dell’aria:
1. per quanto sopra si ritiene che la ditta debba fornire una stima, completa di quadro emissivo, delle emissioni originate dal motore di cogenerazione e dalla torcia previsti nel progetto.

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