testo tratto da Il Tirreno del I° gennaio 2019


Cristiano Lozito


PIOMBINO. Da ieri i privati sono in maggioranza nel consiglio d’amministrazione di Rimateria: nell’assemblea dei soci Asiu che doveva decidere la cessione dell’ultimo pacchetto di quote erano presenti solo i rappresentanti di Piombino, Campiglia (entrambi hanno votato sì) e di Suvereto, che invece ha votato contro.

«L’assemblea ha quindi deliberato – ha scritto in una breve nota Barbara Del Seppia, liquidatore Asiu – l’aggiudicazione definitiva del 30% delle quote a Navarra spa e ha conferito mandato al liquidatore per gli adempimenti conseguenti».L’operazione, oltre che a ripianare i debiti Asiu, è finalizzata al piano industriale che prevede la riqualificazione ambientale, il riciclo e smaltimento in sicurezza dei rifiuti non recuperabili. Ora la quota pubblica detenuta dai Comuni in Rimateria scende al 27,75%, con un 12,25% a Lucchini in amministrazione straordinaria, e il 60% equamente diviso tra Unirecuperi e Navarra Spa, la società del Frusinate che ha acquisito il secondo 30% delle quote messo in vendita, pagando 2,8 milioni di euro.

In precedenza le quote di Asiu erano così divise tra i Comuni: Piombino 61,80%, Campiglia 20,64%, San Vincenzo 8,64%, Castagneto 8,72%, Suvereto 0,12%, Sassetta 0,08%.La Navarra Spa è una società che ha sede a Ferentino, nel Basso Lazio, e si occupa da 25 anni della gestione dei rifiuti, annoverando tra i suoi clienti Ferrovie della Stato, Enel, e l’Aamps di Livorno per il servizio di ritiro, trattamento e smaltimento delle ceneri leggere prodotte dall’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti, secondo quanto riferito di recente dal sindaco Massimo Giuliani in risposta al Comitato Salute pubblica che citava il coinvolgimento di Navarra Spa nelle indagini su un presunto traffico illecito di rifiuti.

La società nel 2017 ha registrato un fatturato di 25 milioni e 861mila euro, con un utile di 415mila euro.«Abbiamo atteso – dice Giuliani – anche la sentenza del tribunale di Livorno sul ricorso del Comitato in merito al referendum. Ora occorre mettere in atto il piano industriale di Rimateria, col massimo scrupolo possibile».Per Giuliani ora «occorre andare avanti tutti insieme, portando a sistema l’attività di un gruppo di cui facciano parte anche i cittadini che così possano controllare ora per ora il funzionamento dell’impianto.

Però voglio dire che non siamo nella terra dei fuochi, per noi l’ambiente è sempre stato importante e continueremo a tutelarlo. Sulla Navarra tutti i controlli previsti dalla legge hanno dato esito positivo».«Si tratta di una società che ha clienti importanti – conclude Giuliani – tra cui anche il Comune di Livorno. Ora però siamo in un’altra fase, io spero che il Comitato collabori con noi, anche se è chiaro che se devìa e diventa uno strumento politico, tutto sarà più difficile».

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