testo tratto da Il Tirreno dell’8 novembre 2018

PIOMBINO. «Se si vuole fare una siderurgia moderna e sostenibile, dal punto di vista economico e soprattutto da quello ambientale, è chiaro che l’industria si deve appoggiare a un centro di trattamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti di prossimità, che è previsto tra l’altro nel nuovo Accordo di programma».

Così il sindaco Massimo Giuliani commenta l’intervista al Tirreno dell’amministratore delegato di Aferpi, Fausto Azzi, che ha definito «essenziale» per l’attività dello stabilimento la discarica di Ischia di Crociano, spiegando anche che l’azienda «valuterà la possibilità di partecipazione in Rimateria».«Credo che un centro di trattamento rifiuti di prossimità – conclude Giuliani – sia indispensabile per un progetto che deve guardare avanti e che guardi alla sostenibilità economica e ambientale. L’asset di Rimateria è strategico per lo sviluppo futuro di Jindal. Senza la possibilità di raccogliere, trattare e smaltire i rifiuti industriali, si farebbe fatica a capire come produrre acciaio a Piombino e in Italia».
Intanto nell’ultimo incontro di Rimateria con i cittadini, la presidente Claudia Carnesecchi ha riassunto gli ultimi passaggi della gara per la vendita del secondo pacchetto azionario da 30 per cento di quote: «L’offerta di Navarra spa è stata giudicata valida e stiamo aspettando che l’assemblea dell’Asiu proceda all’aggiudicazione provvisoria», ha detto la presidente.«Non crediamo – ha aggiunto Carnesecchi – di aver fatto le cose di corsa, ho sentito dire che col nostro operato avremmo voluto intervenire nel dibattito sul referendum. Non è così, sono argomenti che non ci competono. Noi abbiamo svolto l’incarico che ci era stato affidato dalla proprietà». Per quanto riguarda la pratica di Via, la Regione ha trasmesso a Rimateria una sessantina di pareri da parte degli organi competenti e 24 osservazioni della cittadinanza: «In queste ore stiamo completando le risposte a tutte – ha spiegato il direttore Luca Chiti – e fornendo alla Regione le informazioni richieste».
Un cittadino ha chiesto spiegazioni sui cattivi odori e Chiti ha spiegato che nei giorni scorsi ci sono stati dei lavori per l’installazione della sezione di purificazione del biogas che hanno comportato l’interruzione della torcia che brucia i gas. Un ulteriore quesito rivolto alla presidente di Rimateria ha riguardato la fideiussione attivata nei mesi scorsi: «La pratica – ha risposto Carnesecchi – è alla valutazione dell’avvocatura regionale. Voglio ricordare che quella vicenda nasce in un momento di emergenza provocata dallo stop di due mesi imposto dal sequestro giudiziario dell’impianto. Un’emergenza che – dopo i lavori fatti e la verifica compiuta dai carabinieri del Noe – abbiamo superato. Entro dicembre contiamo di restituire il prestito al Comune di Piombino purché l’azienda riesca a sottoscrivere il finanziamento con Monte dei Paschi che è in fase istruttoria da ormai quasi due anni e che ha subito continui ritardi a causa delle vicende giudiziarie, del ritardo nella cessione dei pacchetti azionari e del clima sociale-politico le cui possibili ripercussioni non possono che preoccupare il sistema bancario».
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