testo tratto da La Nazione del 23 luglio 2018

 

di Riccardo Gelichi*

IL PROFILO con cui a Piombino si dovrebbe affrontare il tema discarica è politico, non tecnico; rispetto a quest’ultimo il progetto non fa una grinza: si mette in sicurezza un’area di settanta ettari, si risana un’azienda fallita evitando rischi finanziari al Comune, si riqualifica l’ambito alla fine dei conferimenti.

 

Riccardo Gelichi

Sembra una favola, ma ci sono alcuni grossi nei riferiti all’interesse generale: A) I 70 ettari di discariche industriali abusive e non, li deve risanare un’azienda ancora pubblica, con risorse ancora pubbliche “9 milioni”, oppure chi ha inquinato? B) Per mettere in sicurezza dobbiamo importare 2,5/2,9 milioni di metri cubi di speciali con introiti di centinaia di milioni e conferimenti per anni. C) nel momento in cui arriva il guadagno vero, il Comune cede quote azionarie e arriva il privato. D) La discarica Belvedere di Peccioli in dieci anni ha generato un impatto economico sul territorio di 180 milioni, giusto per avere qualche riferimento E) Riepilogando: i piombinesi si sono sorbiti quattro discariche pubbliche e altrettante industriali, si sono ritrovati un debito di trenta milioni e da dover bonificare le discariche industriali; ma quello che è peggio è che non sappiamo nulla su tutto il resto delle aree ex industriali legate all’Accordo di Programma F) E’ evidente che il progetto Rimateria è completamente scollegato dall’Accordo di Programma, dalle bonifiche del Sin, pur avendone le competenze, è un progetto che cammina per conto suo, dove domani il Comune avrà un peso irrilevante. Un disastro politico e per il territorio!

*capogruppo lista civica Ascolta Piombino

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