testo tratto da Il Tirreno dell’11 aprile 2018

PIOMBINO. «La vicenda Rimateria continua ad essere irrisolta, premessa la massima fiducia nella Magistratura ci auguriamo che si arrivi presto ad una soluzione positiva per il territorio, cittadini e lavoratori» dicono Cgil Livorno, coordinamento Cgil Piombino, Fp Cgil Livorno.

La Cgil evidenzia come «i lavoratori con dignità e serietà, continuano a manifestare e a confrontarsi con tutti coloro che vogliono qualsiasi chiarimento sull’impianto. Il punto però è anche un altro: senza interventi di risanamento, la discarica continua ad emettere gas per la decomposizione del materiale, producendo probabilmente percolato che provoca ulteriore pericolo di inquinamento». Si sa che il fermo degli impianti ha arrestato il processo di risanamento in atto, «aumentando il disagio dei cittadini e del territorio, aggravando una situazione che, secondo quanto dichiarato dall’azienda, poteva essere sanata nei tempi previsti».

Le risorse necessarie per risanare venivano dai ricavi dei conferimenti: «Fermati quelli a causa del sequestro, il problema di chi paga è l’ostacolo principale all’indispensabile processo di bonifica». Secondo la Cgil «un intervento dei Comuni appare complicato per le difficoltà di bilancio. Si deve ricercare una soluzione per l’emergenza e mettere in sicurezza il territorio. Ci chiediamo: perché non collegare questa vicenda alla trattativa della vendita della ex Lucchini? E alla discussione che riguarda la vicenda delle bonifiche, a partire dalla discarica LI53? Perché non coinvolgere i ministeri? Salvaguardare la salute di cittadini e lavoratori è una priorità di cui devono farsi carico tutti i soggetti responsabili». La Cgil chiede di valutare questa soluzione

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