testo tratto da Il Tirreno del 28 dicembre 2016

 

PIOMBINO Il polo culturale, la 398, la centrale Enel, l’area di insediamenti produttivi di Colmata, il Pum (piano di mobilità urbana), la revisione del Piano Strutturale, l’economia circolare con Rimateria: nei progetti della giunta comunale il 2017 sarà un anno decisivo per Piombino. Per una serie di progetti che andranno a compimento o, almeno, muoveranno i primi passi. Ma il tavolo delle riunioni nella stanza del sindaco, ieri mattina, in occasione della conferenza stampa di fine anno (e anche di metà mandato) pareva una sorta di seduta spiritica per evocare il fantasma dell’algerino.

 

Perché tutti aspettano risposte da Issad Rebrab, ma ancora non sono arrivate. Fra ottobre e dicembre il 72enne presidente di Cevital ha incontrato il ministro Calenda, il presidente della Regione Rossi e il sindaco Giuliani ma, a parte fare l’ennesimo annuncio, sulla partenza del progetto per l’agroalimentare, ancora a nessuno degli interlocutori ha detto come finanzierà il piano industriale per l’acciaio. Colpa delle banche cattive, o forse troppo nel caos per esporsi ancora? Certo è che, pur riconfermando la ferma intenzione di andare avanti con l’operazione, nella quale del resto ha messo un bel po’ di soldi, peraltro più bruciati per il circolante che per gli investimenti veri e propri, di certezze l’uomo di Tizi Ouzou non ne ha date moltissime.

 

Ed è evidente che, pur con un porto che sarà il traino della Piombino 2.0, pur con tutte le agevolazioni possibili per diversificare l’economia, senza l’acciaio tutto il castello che si vuol costruire sul promontorio forse non crolla, ma traballa parecchio. «Siamo quasi a metà mandato – ha detto il primo cittadino – ed è giusto fare un primo bilancio di quanto abbiamo fatto. Abbiamo trovato una situazione difficile, forse la peggior congiuntura storico-economica del dopoguerra. Dopo l’Accordo di programma, firmato dal mio predecessore, non c’era niente, se non 2300 operai senza lavoro, oltre a quelli dell’indotto.

 

Ora c’è un’impresa importante che ha un progetto per Piombino, ma certo non siamo in un momento semplice, anzi. Issad Rebrab ha avuto incontri con ministro, governatore e con me: e a tutti ha ribadito la ferma intenzione di andare avanti. Ha anche annunciato che entro un mese presenterà il piano per l’agroindustriale, che prevede trattamento di farine e semi oleosi per l’alimentazione umana, tanto che sono partite le demolizioni per liberare le aree prescelte per l’insediamento». Ma, sottolinea Giuliani, le criticità sono moltissime. «Il piano industriale è stato già modificato, ora deve modificare il cronoprogramma.

 

Certo è che a Piombino il tempo rimasto è davvero poco. Per quanto ci riguarda abbiamo fatto tutto quanto previsto dagli accordi e adesso serve unitarietà di intenti, da parte di tutti, per seguire questo progetto fino in fondo. Mi aspetto che anche le minoranze capiscano che il momento è delicato». Il sindaco si rende conto che, in un clima nel quale altri esponenti politici già stanno prendendo in qualche modo le distanze, rischia di restare da solo con il cerino in mano: «Quando uno amministra deve prendersi le proprie responsabilità e non mi faccio trascinare in alcuna polemica.

 

Noi siamo partiti da un Accordo di programma e abbiamo lavorato per centrare un obiettivo. Adesso, come detto, dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Abbiamo delle armi in mano, che sono la variante Aferpi e le concessioni al porto. Qualora dovessero esserci segnali chiari che il progetto Cevital non si concretizzi, a quel punto, insieme alla Regione e al Governo, prenderemo delle decisioni. Al momento Rebrab ha confermato l’intenzione di andare avanti».

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