testo tratto da greenreport.it dell’8 febbraio 2019


L’intervento delle segreterie della provincia di Livorno . Le segreterie provinciali di Fp-Cgil e Cgil Livorno tornano ad affrontare il tema dei rifiuti e della loro gestione sostenibile, rivendicando il fatto che il sindacato «si occupa del tema dei rifiuti da Livorno all’Elba, con grande attenzione a Piombino».

Alla luce di quest’esperienza la Cgil osserva però che la questione viene letta attraverso una lente troppo parziale: «Spesso il tema viene letto solo racchiuso all’interno di un territorio senza tener conto della complessità della materia. La Società crea rifiuti, ogni cosa che acquistiamo ha un impatto ambientale e uno scarto di produzione, oppure di consumo». Da qui la necessità di un approccio più responsabile e costruttivo, aperto – come sottolineato anche ieri a Roma nel corso del convegno legambientino La corsa a ostacoli dell’economia circolare – alla necessità di impianti industriali per gestire i rifiuti prodotti e avviarli a recupero o, nel caso in cui ciò non sia possibile, a smaltimento in condizioni di sicurezza: «Ci fa sorridere – dichiarano dalla Cgil – quando sentiamo parlare di economia circolare, magari sponsorizzando la raccolta porta a porta, senza che sul tema si parli di impianti, indispensabili al trattamento e alla trasformazione della materia, quelli si che sono un’opportunità di occupazione e di sviluppo».

Da qui una considerazione legata all’attualità del territorio: «Piombino sulle bonifiche sugli smantellamenti degli impianti e delle navi può giocare un ruolo importante sullo scenario nazionale: ecco perché per noi Rimateria non è un problema ma è un’opportunità, ecco perché chiediamo un piano industriale, ecco perché chiediamo investimenti, ecco perché chiediamo innovazione di prodotto e di processo. La Provincia di Livorno e i Comuni hanno due scelte, ovvero rinunciare e quindi spostare il problema verso altri territori o peggio ancora verso altre aree del mondo, oppure essere il volano di un nuovo sistema produttivo, di un nuovo ciclo di gestione e perché no di un mondo economico migliore che fa del ciclo integrato e dell’economia circolare una parte fondamenta per tutelare l’ambiente e la salute».

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