testo tratto da Il Tirreno del 5 novembre 2018

PIOMBINO. Oggi tornano a riunirsi le commissioni referendarie su Rimateria che devono esprimersi sui due quesiti: termine ultimo per decidere il 15 novembre.

Così recita il primo quesito: «Sei d’accordo che venga attuato a Ischia di Crociano il progetto presentato da Rimateria che prevede tra l’altro sull’area denominata LI53 una nuova discarica per rifiuti speciali, che potranno provenire anche dal di fuori del nostro comprensorio, da 2,5 milioni di metri cubi?».Così il secondo: «Sei d’accordo che una parte delle azioni di Rimateria possedute da Asiu, e quindi indirettamente anche dal Comune che di Asiu è il maggiore azionista, vengano vendute, potendo così dei privati diventare proprietari della maggioranza delle azioni di Rimateria che gestisce lo smaltimento dei rifiuti speciali a Ischia di Crociano?». Fanno parte delle due commissioni Angelo Trotta, presidente, Maria Luisa Massai, segretario, Maurizio Poli, dirigente affari legali, Federico Paradisi, responsabile servizio elettorale, l’avvocato Renzo Grassi indicato dal sindaco, e due esperti indicati dal Comitato promotore, gli avvocati Francesco Ferrari e Fabrizio Callaioli rispettivamente per il primo e il secondo quesito. Poi toccherà ancora al consiglio (che bocciò la richiesta il 30 agosto) esprimersi. Se la commissione decretasse la non ammissibilità, il consiglio potrebbe ribaltare la decisione ma solo con il voto di due terzi dei consiglieri. Preoccupazione viene espressa dal Wwf. «Il raddoppio di Rimateria, secondo la proprietà, sarà funzionale alle bonifiche e servirà anche per i futuri bisogni di Jindal. Sorvolando su quest’ultimo punto, ancora lontano, l’enorme quantità di terreno da bonificare impegnerebbe già buona parte dei circa 2,5 milioni di M3 previsti per il raddoppio. Questa è però, e rimarrà, una condizione perfetta e di cui al momento non ci sono certezze. Dovendo una discarica fare utili – prosegue – è logico aspettarsi che i rifiuti vengano fatti affluire dalla Toscana e oltre. E se quando dovessero partire le bonifiche, l’area restante fosse insufficiente? Altri ingrandimenti? Decisioni così importanti non si prendono alle spalle dei cittadini».L’associazione “Ruggero Toffolutti” si unisce alla richiesta di referendum e invita a una riflessione sul modello che si intende perseguire, «evitando che i rifiuti ne diventino un punto di forza a danno di uno sviluppo diversificato armonico e possibile».

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