testo tratto da La Nazione del 15 marzo 2018

 

SIAMO ad Arbia, comune di Asciano, a pochi metri da Siena. Una zona prettamente residenziale, lontana dal caos cittadino, ideale dove vivere e far crescere i propri bambini. La tranquillità degli abitanti, però, è da anni compromessa dalla preoccupazione che dovuta alla presenza ingombrante dell’ex fornace.

La struttura, privata, è ferma da circa una decina di anni e oggi è solo un grande ammasso di ferro che blocca la visuale alle villette nel frattempo nate lì intorno. A preoccupare sono i pannelli in eternit che cominciano a dare i primi segni di cedimento. E cosa ben nota che le polveri d’amianto, se respirate, provocano gravi danni alla salute, e lì davanti ci abita tanta gente. A porci la questione è Maurizio Coluccio, poliziotto in pensione, piemontese che vive qui da poco più di tre anni.

E proprio lui che ci fa da Cicerone. «Quello che mi preme di più e su cui vorrei attirare l’attenzione afferma è che ormai da tempo alcuni di questi pannelli hanno cominciato a sfaldarsi. Queste polveri di amianto vengono respirate da tutti noi residenti della zona, basta un po’ di vento, come quello che c’è oggi, e finiscono nell’aria. Ho cercato di parlare con qualcuno, ma sembra che denunciare la cosa interessi a pochi. A quanto pare l’aspetto economico, il valore degli immobili, conta di più della vita delle persone».

«LA GENTE tace nella speranza che prima o poi lo toglieranno, nel frattempo qui intorno si continua a costruire aggiunge Pamela Ricca A cento metri c’è anche una scuola e durante le belle giornate i bambini giocano all’aperto». Mara Ciuchi ha la figlia e tre nipoti piccoli che abitano qui, a loro va il suo pensiero: «Abbiamo fatto petizioni, richieste, ma sono venuti più volte a guardare senza però fare nulla racconta . Un anno e mezzo fa un pezzo di pannello ha anche preso fuoco dice indicando il punto esatto che porta ancora i segni dell’accaduto In seguito a quell’episodio hanno recintato tutto il perimetro, prima era aperto e accessibile a chiunque». «Io vivo qui dal 2010 e ho dei bambini piccoli spiega Benedetta Lunghi .

Noi facciamo presente il problema a tutti gli incontri con l’amministrazione, ma ogni volta ci rispondono che la situazione è monitorata e tenuta sotto controllo. Qualche mese fa hanno portato via i pezzi che secondo loro erano più pericolosi. La preoccupazione c’è ma non ci rimane altro che avere fiducia in quello che ci dicono».
NON tutti, però, sembrano volersi fidare. La diffidenza, quando si tratta della propria salute, non è certo un sentimento condannabile.

«Capisco che una bonifica comporterebbe una grossa spesa conclude Maurizio ma quanto meno assicurare la messa in sicurezza. Il Comune e la società che ne possiede la proprietà giocano a scaricabarile. Spero che finalmente si dia alla questione la giusta importanza».

Share This