testo tratto da La Nazione del 18 ottobre 2018

AMIANTO, Rosignano tra i primi posti in Italia per numero di mesoteliomi, a sottolinearlo Ona, Osservatorio nazionale sull’amianto, «per questo motivo non capisco le ragioni per le quali il Comune di Rosignano non affronta questo problema con più efficaci misure a tutela della salute pubblica e dell’ambiente con particolare riferimento al rischio amianto», commenta l’avvocato Enzo Bonanni, presidente Ona.

Ona fa presente di sostenere l’impegno di Claudio Marabotti, medico, una delle colonne portanti di Ona in Toscana e in particolare di Rosignano. Marabotti illustra «nella recente seduta della commissione ambiente del Comune di Rosignano è stato sollevato il problema della mancanza di approfondimenti sugli eccessi di mortalità per malattie potenzialmente connesse all’inquinamento ambientale emersi dallo studio pubblicato da me e da altri colleghi nel 2016.

Il vicesindaco Donati ha affermato che i risultati sarebbero stati confutati da Ispo con lettera inviata alla rivista internazionale su cui è stato pubblicato il nostro lavoro, chiedendone una rettifica. Non è vero». E poi Marabotti «Ispo ha mandato una lettera in cui chiedeva chiarimenti su alcuni aspetti metodologici e segnalava due errori di battitura in una tabella. I colleghi dell’Ispo hanno fornito dati basati su un indicatore nuovo (che noi non avevamo al momento della scrittura del nostro lavoro), e che ha dato risultati sovrapponibili ai nostri».

I DATI nazionali forniti da Ona parlano per il 2017 di seimila morti per patologie legate all’amianto, con trend che sarebbe in aumento da fine anni 80. Secondo Ona il picco sarà negli anni 2025-2030. Ona denuncia l’esistenza di 40 milioni di tonnellate di amianto da bonificare e circa un milione di siti contaminati, edifici privati e pubblici: 2.400 scuole, 250 ospedali e oltre mille edifici culturali.

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