testo tratto da La Repubblica Napoli del 28 giugno 2017

 

La vicenda dell’operaio idraulico di Saviano morto per un mesotelioma pleurico causato dallamianto, uscita tempo fa sulle pagine di Repubblica Napoli, richiama ancora una volta il problema delle vittime dell’amianto, in memoria delle quali il 28 aprile scorso è stata celebrata la giornata mondiale.

 

Una ricorrenza introdotta per ricordare gli effetti dannosi dell’amianto sulla salute umana e i milioni di vittime in tutto il mondo causate dall’esposizione a questa pericolosa fibra per colpa dell’utilizzo massiccio ed indiscriminato che ne è stato fatto in edilizia, e non solo, per più di un secolo. Le fibre di amianto/asbesto, attraverso inalazione o contatto cronico, si accumulano nell’organismo che non è in grado di rimuoverle, causando a lungo andare patologie respiratorie croniche e varie forme di cancro quali il carcinoma polmonare e il mesotelioma.

 

Soltanto in Italia sono presenti oltre 40 milioni di tonnellate di amianto per cui ogni anno si registrano 1.200 nuovi casi e continuano a morire circa cinquemila persone per tutte le patologie correlate allamianto.

 

In Italia ci sono circa 500 mila siti ancora da bonificare e i ritmi degli interventi di bonifica, promossi finora dalle Regioni, sono troppo lenti e inefficaci.

 

Ma qual è la situazione a Napoli e provincia? La conferenza Il cuore di amianto della Campania che l’Osservatorio nazionale amianto (Ona) ha tenuto recentemente a Napoli ha denunciato solo nel 2016 più di 600 decessi in Campania (100 per mesotelioma, 200 per tumore polmonare, 300 per le altre patologie asbesto correlate).

 

Secondo i dati Ona, dal 1993 al 2013 sono stati rilevati in Campania circa 1.200 casi di mesotelioma, pari al 5,3% del totale nazionale. Più di quattro milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto da rimuovere in Campania: è la stima e lallarme lanciato dallOna. Le due città campane che risultano maggiormente colpite dal problema amianto, come risulta anche da un recente studio sulla rivista interazionale Bmc Cancer, sono Napoli e Castellammare di Stabia legate in qualche modo alle attività lavorative marittime, portuali e alle industrie di cemento.

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