testo tratto da Quotidiano di Sicilia del 23 luglio 2019

I numeri rilevati dall’Ispra sono stati pubblicati nella diciottesima edizione del Rapporto annuale. Nel 2017 la Sicilia ha registrato una produzione del 4,2 per cento di materiale pericoloso

Rosario Battiato


PALERMO. Produzione dei rifiuti speciali in crescita, anche se l’Italia resta uno dei Paesi leader nell’ambito del riciclo. In Sicilia si produce il 5% del totale nazionale, con il recupero che ha fatto segnare un 74% del totale dei rifiuti. Una delle maggiori criticità per il sistema isolano riguarda l’assenza di discariche in grado di trattare i materiali contenenti amianto. Numeri che arrivano dal Rapporto rifiuti speciali dell’Ispra, giunto alla sua diciottesima edizione.

DATI NAZIONALI


Nel 2017 è cresciuta la produzione di rifiuti speciali, raggiungendo quota 140 milioni di tonnellate, cioè un 3% in più rispetto all’anno precedente. In crescita, andando più in dettaglio, è soprattutto la produzione di rifiuti non pericolosi (+3,1%), mentre resta sostanzialmente invariata quella relativa ai rifiuti pericolosi (+0,6%, vale 60 mila tonnellate).
I rifiuti gestiti crescono complessivamente del 4% mentre l’Italia si conferma come uno dei Paesi leader per il riciclo, ottenendo un +7,7% della quantità avviata a recupero di materia mentre, al contempo, si è ridotta dell’8,4% quella destinata allo smaltimento. I rifiuti speciali importati ammontano a circa 6 milioni di tonnellate, nel complesso valgono il doppio di quelli esportati.
Il Paese che contribuisce maggiormente è la Germania, circa 2 milioni di tonnellate (86% rifiuti metallici), seguita dalla Svizzera (oltre 1 milione di tonnellate) e quindi dalla Francia (824 mila). I rifiuti di metallo importati si legge nella nota diffusa dallIspra sono destinati al riciclaggio, principalmente in acciaierie localizzate in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia.

DATI SICILIANI/PRODUZIONE


Il dato siciliano, nel corso del 2017, ha fatto registrare una produzione di circa 7,1 milioni di tonnellate, pari al 5,1% del totale nazionale. Il 95,8% (6,8 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 4,2% (296 mila tonnellate) da rifiuti pericolosi.
Le principali tipologie di rifiuti prodotte si legge nel rapporto sono rappresentate da quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue (45,3% della produzione regionale totale) e da quelli delle operazioni di costruzione e demolizione (42,4%).

DATI SICILIANI/GESTIONE


La gestione dei rifiuti speciali in Sicilia ha riguardato 5,1 milioni di tonnellate, tra 4,8 non pericolosi e 259 mila pericolosi. Il recupero di materia ha coinvolto 3,8 milioni di tonnellate, cioè il 74,1% del totale gestito. Minima la porzione di utilizzo come fonte di energia, pari a 61 mila tonnellate, cioè appena l1,2% del totale gestito.
Complessivamente sono avviati ad operazioni di smaltimento circa 640 mila tonnellate di rifiuti speciali (12,6% del totale gestito): di cui circa 283 mila tonnellate (5,6% del totale gestito) sono smaltite in discarica, oltre 325 mila tonnellate (6,4% del totale gestito) sono sottoposte ad altre operazioni di smaltimento quali trattamento chimico-fisico, trattamento biologico, ricondizionamento preliminare. La quantità di rifiuti speciali avviati ad incenerimento è pari a oltre 32 mila tonnellate ovvero lo 0,6% del totale gestito.
Vengono esportate quasi 20 mila tonnellate, di cui oltre 19 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e solo 289 tonnellate di pericolosi. Limportazione riguarda 4.105 tonnellate, di cui 3.631 tonnellate di rifiuti non pericolosi, e 474 tonnellate di rifiuti pericolosi. Si lamenta sempre lassenza di discariche che smaltiscono rifiuti contenenti amianto. In tutta Italia sono 23, in Sicilia pari a zero.

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