testo tratto da E-gazette del 02 luglio 2018

Roma
“Come Ministro dell’Ambiente propongo una cabina di regia unica sull’amianto. È arrivato il momento di dare delle risposte: sulla mappatura, sul monitoraggio, sulle bonifiche, sulla ricerca”. Con queste parole il ministro dell’Ambiente Sergio Costa è intervenuto nel dibattito in corso sui dati contenuti nel ‘Libro Bianco delle morti di amianto in Italia’, presentato nei giorni scorsi a Roma dall’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona).

 

Un dramma – ha indicato il ministro – che riguarda migliaia di persone sotto il profilo sanitario, previdenziale, lavorativo, sociale e chiaramente umano. I numeri ci dicono che circa 32 milioni di tonnellate di amianto sono ancora sparse per il Paese. Ci sono zone d’Italia dove la mappatura non esiste. Scuole, ospedali, edifici pubblici in generale: in molti casi è ancora presente l’amianto”.
“La legge che ha messo al bando l’amianto in Italia – ha quindi ricordato – ha più di 25 anni. Una legge all’epoca innovativa e all’avanguardia, ma che oggi mostra i segni dell’età. Soprattutto, una legge che per una parte importante è rimasta inascoltata e inapplicata. Nella scorsa legislatura – ha continuato il ministro – c’era stato il tentativo di approntare un testo unico che riunisse la normativa sull’amianto: tra leggi regionali e nazionali ce ne sono più di 400. Quel testo unico, che aveva molti limiti ma anche dei pregi, non ha visto la luce”.

“Dobbiamo mettere in campo le migliori tecnologie – ha concluso il ministro Costa – e lavorare con i progetti di eccellenza italiani in questo settore. Non possiamo più aspettare. I cittadini non possono più aspettare. Chiederemo a ognuno di fare la propria parte: gli altri dicasteri interessati, gli amministratori pubblici, gli imprenditori, le associazioni e il servizio sanitario”.

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