tratto da: Il Tirreno, 28/04/2016

 

Una cornice di amianto a circondare Lucca e mettere in serio pericolo la salute dei cittadini. È quanto è visibile nella prima periferia della città, dove si riscontra una massiccia presenza di quello che è ritenuto uno dei materiali più nocivi per la salute, spesso causa di malattie croniche e invalidanti e, nella peggiore delle ipotesi, di tumori incurabili. Il cemento amianto, noto come eternit per l’elemento ondulato con il quale per decenni sono state realizzate le coperture dei tetti, rendendoli, secondo le teorie dell’epoca “eterni” e dunque inattaccabili, utilizzato anche per condutture dell’acqua, pannelli solari e accessori per autovetture, è stato a lungo ritenuto, appunto, uno dei materiali più sicuri, molto conveniente dal punto di vista economico. In amianto sono state realizzate per decenni anche le pasticche dei freni delle auto che ogni giorno hanno sprigionato continuamente polveri velenose per la nostra salute. Poche le abitazioni, i capannoni industriali e le attività commerciali che negli anni si sono sottratti all’impiego di questo minerale assassino. Finché nel 1992 è stata accertata la sua pericolosità e di conseguenza bandito l’impiego nell’edilizia e nell’industria. Ma i danni ormai erano stati fatti. E in maniera irreversibile, trascinando una scia di vittime, perché questo killer invisibile quasi sempre si manifesta quando ormai è troppo tardi. Basti pensare che il periodo di incubazione della malattia può essere addirittura dai 20 ai 40 anni. Le cronache spesso si soffermano su dolorosi fatti di cronaca, ma poi, forse per esorcizzare la paura, si continua a vivere come niente fosse, mentre l’elenco dei morti si allunga. Esempi lampanti arrivano in particolar modo dal nord Italia, dove si concentrano la maggioranza di imprese e stabilimenti industriali, ma purtroppo la presenza di amianto è tuttora molto diffusa in ogni regione e città italiane. Lucca compresa, dove per fortuna si salvano i palazzi del centro storico, costruiti quando ancora questo materiale letale era sconosciuto. Ma ciò non può tranquillizzare. Per renderci conto dell’urgenza del problema è sufficiente fare un giro fuori dalle Mura, partendo ad esempio dal controllo delle nostre abitazioni e delle tettoie dei garage e allungando poi lo sguardo nelle proprietà dei vicini. Abbiamo deciso di “toccare con mano” il problema e, su indicazione di una cittadina, la pittrice Aurora Manfredi che abita a San Filippo, siamo partiti per un breve viaggio nella periferia di Lucca, iniziando proprio dal quartiere in cui risiede. Il quadro che ci è apparso davanti è, a dir poco, desolante. Basta alzare lo sguardo tra i condomini, le villette e i capannoni, dove la presenza di materiali eternit è piuttosto evidente, magazzini e attività commerciali comprese. Tetti di abitazioni e tettoie di rimessa di legna e auto disseminate nei giardini e nei campi, molte delle quali usurate e pertanto molto più nocive. Ma anche coperture di fabbricati e capannoni dismessi, come quelli intorno al nuovo ospedale San Luca che certo non sono un toccasana per la salute. Medesima situazione ad Antraccoli e San Vito nella cui zona commerciale campeggia un grosso edificio abbandonato con brandelli di eternit che sprigionano continuamente sostanze nocive nell’aria. Da considerare poi ciò che rimane nascosto alla vista, talvolta coperto da vegetazione, come la grande struttura abbandonata da anni in mezzo ai campi di Mugnano. L’eternit si rivela un po’ ovunque nella zona industriale, ma anche in strutture di piccole e medie dimensioni lungo la ferrovia e nelle piccole vie di collegamento con la via Romana, il viale Castracani e la Pesciatina. Alcune, addirittura, corredate da avvisi di vendita e affitto. Ma non finisce qui. Proseguiremo il viaggio sul territorio intorno a Lucca per verificare la presenza di altre strutture che versano in condizioni di pericolosità e avrebbero bisogno di essere bonificate, perché rappresentano un grave pericolo per la collettività. E ci spingeremo anche nel centro storico, per controllare l’eventuale esistenza di tettoie e tubature in eternit in giardini e vicoli interni

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