testo tratto da Il Tirreno del 07 giugno 2018

 

PIOMBINO. Fibre di amianto rilevate in 4 di 15 campionamenti eseguiti da Arpat. E’ la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale a rendere noti i risultati della sua campagna di rilevamento sulla sostanza cancerogena.

 

La prima in assoluto.«Il monitoraggio – si afferma in una nota – servirà ad acquisire un quadro conoscitivo in vista della fase di demolizione degli impianti siderurgici dismessi e anche prima della messa in marcia del polo di demolizione navi».Insomma, c’è da capire da dove si parte per poi continuare con campagne annuali scandite ciascuna dalle 4 stagioni.Il risultato appena divulgato è relativo all’inverno scorso durante il quale gli operatori hanno effettuato campionamenti in quattro punti: al Cotone, al Parco 8 marzo, nel parcheggio pubblico di Via Pisa e all’esterno della sede del Quartiere Salivoli.Il monitoraggio, ripetuto in 4 giornate, ha rilevato la presenza di alcune fibre di amianto, con livelli di concentrazione pari a 0,1 – 0,2 fibre per litro di aria prelevata, in tutte le postazioni tranne che al Cotone.

Anche a Salivoli, quindi, che vista la lontananza dalle aree ritenute più critiche, era stato considerato inizialmente “il punto di bianco” di riferimento.Nello specifico, nel corso delle 4 giornate sono stati eseguiti complessivamente 15 campionamenti, 4 dei quali, appunto, positivi alla presenza di fibre, in concentrazione inferiore ad una unità.Secondo Arpat il confronto si può fare con una fibra/litro, tratto dalla pubblicazione Air Quality Guidelines for Europe dove però questo valore non viene proposto come livello di riferimento in modo esplicito.

Il motivo è semplice: l’Organizzazione mondiale della sanità stessa sottolinea che – trattandosi di un cancerogeno – non è possibile stabilire una soglia di sicurezza.«Il valore di una fibra/litro è indicato invece esplicitamente come riferimento per l’esposizione della popolazione nelle Linee guida generali da adottare durante le attività di bonifica da amianto nei Sin, elaborate nel 2010 da Inail», afferma Maddalena Bavazzano (area Comunicazione di Arpat) nel testo elaborato con la collaborazione di Giancarlo Sbrilli, direttore dell’agenzia Piombino-Val di Cornia.Al momento non vengono avanzate ipotesi sull’origine delle fibre. Per una valutazione d’insieme bisognerà aspettare i prossimi monitoraggi stagionali.(v.p.)

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