testo tratto da La Repubblica del 7 novembre 2018

 

Un presidio dei sindacati per chiedere fondi destinati a bonifica e smaltimento Nella regione sono 375 i casi di mesotelioma ogni anno. Sono 6.000 i casi di mesotelioma pleurico diagnosticati in Lombardia tra il 2000 e il 2016, circa 375 l’anno. È quanto emerge dai dati del registro mesoteliomi della Regione Lombardia, sulla base dei quali si stima che entro il 2029 sul territorio saranno rilevati almeno 4.500 nuovi casi di malattia, che porteranno a 11.274 il numero dei malati coinvolti nel periodo 2000-2029.

La situazione — secondo Cgil, Cisl e Uil Lombardia, riunitesi ieri in un presidio sotto la prefettura — assume connotati di estrema gravità. Ragione per cui i sindacati chiedono di prevedere nella Finanziaria lo stanziamento di fondi per la gestione dell’emergenza amianto.

Quello del cemento amianto, spiegano in una nota congiunta i tre sindacati, rappresenta un tema che, in Lombardia più che altrove, nonostante siano passati 26 anni dalla messa al bando del materiale, deve ancora essere affrontato e gestito in maniera decisa. Basti pensare che del totale dei siti contenenti amianto censiti in Italia uno su tre, pari al 33 per cento, si trova in Lombardia.

Si calcola che sul territorio della regione i siti contaminati siano 207mila, di cui il 12 per cento pubblici e l’88 per cento di proprietà privata. Si parla di circa sei milioni di metri cubi di materiali che risultano contaminati dalla sostanza tossica e necessitano di essere bonificati e smaltiti.

Dal presidio allestito sotto la prefettura i sindacati hanno ribadito le loro richieste. L’invito rivolto alla Regione è a prestare maggiore attenzione alla sorveglianza sanitaria, sia per la diagnosi precoce ( anche alla luce del picco di nuovi casi che si prevede saranno diagnosticati) sia per il monitoraggio dei casi di malattie correlate all’esposizione all’amianto. Chiedono inoltre l’inserimento di tutti i casi di tumori legati all’esposizione alla sostanza nel registro mesoteliomi e il completamento del censimento degli edifici contaminati da parte di Arpa, nonché di incentivare azioni che portino a rimuovere, smaltire e raccogliere i materiali in siti provvisori ma adatti in attesa che si possa procedere all’inertizzazione.

L’invito è poi a promuovere tra i cittadini una corretta informazione sul tema, per renderli consapevoli dei rischi a cui sono esposti e delle modalità con le quali si dovrebbero svolgere le operazioni di bonifica.

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