testo tratto da Lanciano24.it dell’11 aprile 2018

 

LANCIANO. Almeno 300 pannelli di eternit, senza contare quelli probabilmente portati via dalla piena del fiume, sono stati individuati sulla riva fiume Sangro, nel territorio comunale di Lanciano. La scoperta è stata fatta nel corso dell’attività di controllo che l’associazione Nuovo senso civico fa sul territorio grazie a una fitta rete di collaboratori. La discarica abusiva è stata segnalata alle autorità competenti e al sindaco Mario Pupillo, che già si sono attivati per una prima messa in sicurezza del sito.

«La mole dello scarico abusivo, effettuato nelle ultime settimane o forse più, probabilmente a più riprese, è sicuramente opera di una vera e propria “banda dell’amianto”», ipotizza Nuovo senso civico, «dai rilievi effettuati non è escludibile che una parte anche cospicua di quei pannelli sia stata trasportata in mare dalle piene del Sangro: parliamo di veri e propri criminali che hanno smantellato uno o più capannoni ricoperti dai tipici pannelli ondulati in uso negli anni ’60 e ’70, quando l’eternit veniva massicciamente impiegato nell’edilizia».

L’amianto con l’usura disperde una polvere che è causa di mesotelioma pleurico, un cancro che non dà scampo. Il periodo di incubazione di questo tumore è di 20-30 anni. L’abbandono sulle sponde di un fiume di tonnellate di amianto è, oltre che vandalismo allo stato puro, un atto criminale inqualificabile. Questo materiale è stato impiegato per anni nell’edilizia civile ed industriale fino agli anni ‘80, nonostante le acquisizioni scientifiche sulle conseguenze devastanti sulla salute umana risalgano agli anni ‘60.

«Il ritardo dello Stato nel ricorrere a strumenti legislativi che ne proibissero l’utilizzo dovrebbe indurre gli attuali legislatori quanto meno ad alleggerire gli enormi costi di smaltimento, se non azzerarli», reclama Nuovo senso civico, «sarebbe giusto che a pagare lo smaltimento dell’eternit sia chi ha tradito il proprio ruolo di tutore della salute pubblica, mettendola al servizio degli interessi dell’allora florida imprenditoria legata alla sua produzione».

«Per chiunque possegga anche una semplice tettoia in eternit, i costi per lo smaltimento sono talmente elevati da indurre alcuni a correre il rischio di liberarsene illegalmente», fa notare Nuovo senso civico, «ovviamente questo non può giustificare chi si rende responsabile di attentato alla salute pubblica, né del piccolo né del grande conferimento abusivo sulle sponde di un fiume, ma dovrebbe indurre chi governa a rendere possibile lo smaltimento con procedure che, individuate le priorità e le disponibilità economiche degli attori coinvolti, assegni allo Stato stesso il ruolo di maggiore contribuente finanziario per il suo smaltimento».

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