testo tratto da Il Tirreno del 9 gennaio 2018

 

GROSSETO. Pile di lastre ondulate di copertura in eternit. Scarti dell’edilizia e laterizi spaccati. Una catasta di rami tagliati di palme. Una siringa da insulina e un laccio emostatico. Abiti strappati, scarpe e rifiuti. Ecco come Ponte San Leopoldo, un angolo nella campagna di Marina di Grosseto ci era apparso il 22 gennaio quando Il Tirreno aveva fatto visita all’agriturismo “Da Francesca”, dove nella notte precedente era stato tentato un furto.

 

Una discarica abusiva di eternit

Sono passate due settimane ed «È rimasto tutto uguale – dice Guido Donnini, agronomo attivo nel mondo venatorio e consigliere della Pro Loco di Marina e Principina – La zona è ancora molto degradata». Facendosi portavoce anche dei desiderata di altri residenti, era stato lui a stralciare il velo, dalle pagine del Tirreno, su quella situazione indecorosa: e usiamo un eufemismo; qui siamo entro i confini del Sic, il Sito di Importanza Comunitaria della Pineta del Tombolo – ovvero una zona di alto pregio naturalistico – e a due passi da un luogo caro alla Memoria: il Cippo con cui Grosseto ricorda i martiri di San Leopoldo trucidati dai nazisti nel’43. Anni di degrado.

È dal 2015 che i residenti della zona di Ponte San Leopoldo – a cui si arriva da una stradina all’altezza del Cristo che si apre sulla destra in direzione Grosseto-Marina – chiedono che quell’ammasso di rifiuti venga portato via. «La prima segnalazione – dettaglia Donnini – risale al 2015. Fu una guardia ambientale a farla dopo un sopralluogo venatorio». Per chi abita lì ormai non è solo una questione di estetica, ma anche di tutela della propria salute: quelle lastre ondulate – abbandonate davanti a un edificio diroccato – sono in eternit e, esposte al vento, giacciono sotto le intemperie e il caldo torrido da mesi. E pensare che l’argine della Fiumara fino a qualche anno fa era meta di passeggiate per famiglie grossetane e turisti. «Portatele via».

Segnalazioni, sollecitazioni, richieste non hanno portato a nulla. La polizia municipale documentò l’esistenza della discarica abusiva di San Leopoldo nell’aprile 2015. «Nel tempo qualcosa è stato fatto – dice Donnini – Venne messa, per esempio, una rete rossa di segnalazione, ma nessun intervento è stato mai risolutivo». Nella primavera 2017 cominciano le segnalazioni “a raffica” dei residenti: a Sei Toscana ma anche alla segreteria del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna con una lettera inviata dalla Pro Loco di Marina. La polizia municipale fa diversi sopralluoghi ma non è competenza degli agenti rimuovere il materiale. Il 24 novembre 2017 il Comune sollecita a Sei Toscana la rimozione della discarica. Il 24 gennaio, il giorno dopo l’allarme lanciato dai residenti dalle pagine del Tirreno, è l’Arpat a sollecitare il Comune per “la bonifica” e il 2 febbraio Palazzo civico, di conseguenza, fa di nuovo pressing su Sei Toscana. La soluzione. «Sei Toscana – spiega l’assessora all’ambiente Simona Petrucci – è intervenuto portando via, di volta in volta, un po’ di materiale.

Il problema è che la quantità è considerevole: c’è poi dell’eternit e ora ci sono anche rifiuti della potatura di palme che devono essere trattati con una procedura ad hoc. Visto che la situazione non è stata risolta, abbiamo già fatto richiesta per un sopralluogo congiunto Sei Toscana/Comune e a breve ci muoveremo. Mi permetto di dare un consiglio ai residenti: chiedeteci le telecamere, le installeremo e, d’ora in poi, le segnalazioni fatele tramite la App del Comune: le vediamo in tempo reale». Petrucci ha dato la sua disponibilità anche ad incontrare, a stretto giro, i residenti. La speranza è che Ponte San Leopoldo torni ad essere un luogo di passeggiate di campagna

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