testo tratto da Il Tirreno del 05 maggio 2018

 

PONTEDERA Amianto in ospedale a Pontedera, possibile? Sì e l’amara ironia della sorte è che il pericoloso materiale sia emerso durante i lavori per la realizzazione della sala d’attesa del reparto di oncologia che sarà pronta prima dell’estate.

Il pavimento del frate. È stato trovato in quello che, fino a poco tempo fa, era l’appartamento del frate che ogni giorno porta una parola di sollievo ai pazienti. In quel punto del primo piano dell’ospedale Lotti di Pontedera sono state avviate le procedure per lo smaltimento della fibra killer divenuto fuori legge nel 1992 dopo anni di utilizzo indiscriminato.

Linoleum o vinile. Nella casa del religioso, oggi trasferito in una più piccola sempre all’interno dell’ospedale, il pavimento era ricoperto di linoleum, che è composto da materie prime di origine naturale come olio di lino, farina di legno, farina di sughero, pigmenti coloranti calandrati su un tessuto di juta naturale. Era lì dagli anni Sessanta, periodo in cui l’amianto non era considerato letale come ai giorni nostri e veniva utilizzato per tantissimi scopi.

Secondo la ricostruzione dell’Asl, la fibra nociva si trovava nella colla usata per fissare a terra il linoleum. E la presenza di amianto era minima. Non si tratterebbe, quindi, di un pavimento in vinil amianto che, come dice il termine, avrebbe comportato maggiori problemi. È stato comunque necessario presentare un piano di smaltimento con un apposita gara per l’assegnazione dei lavori di rimozione. Sospetti sul killer. In base a quanto spiegato, i responsabili della manutenzione dell’ospedale pontederese avevano il sospetto che quel pavimento nascondesse amianto.

Non c’era la certezza, ma alcuni campioni sono stati sottoposti ad analisi all’ospedale di Siena. La risposta è stata chiara: l’amianto c’è e va rimosso con le procedure previste dalla normativa in materia. Da qui il piano di smaltimento e l’avanzamento dei lavori per la costruzione di una sala d’aspetto adeguata alla delicatezza di un reparto particolare come quello di oncologia, dove i pazienti che aspettano di essere visitati o di essere sottoposti a trattamenti, necessitano di una privacy particolare.

Privacy da rispettare. Prima dell’avvio del cantiere, oncologia aveva una sala d’attesa che era, in pratica, un corridoio. Il progetto prevede un netto miglioramento della situazione. Nel frattempo, però, chi è in fila per un controllo o un consulto deve attendere il suo turno lungo il corridoio principale del primo piano dell’ospedale. Dove la privacy, obiettivamente, non esiste per niente. Si tratta, comunque, di un disagio temporaneo che tra pochi mesi sarà risolto.Niente più fibra tossica.

La questione amianto, invece, dopo questi lavori dovrebbe essere definitivamente chiusa all’ospedale di Pontedera, come sottolineano dall’Asl. Cinque anni fa, infatti, ci sarebbero state le ultime rimozioni del pericoloso materiale sia nella struttura pontederese che all’ospedale di Volterra.

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